Libia, inaugurata Themis: 90 migranti affogati

Politica

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Novanta migranti annegati al largo della Libia. Un sovraccarico di esseri umani avrebbe provocato il ribaltamento di un barcone  su cui stavano viaggiando. Almeno è quanto hanno riferito tre sopravvissuti all’ennesima tragedia del mare, che hanno testimoniato come l’imbarcazione fosse sbilanciata proprio a causa dell’eccessivo numero di personem circa una novantina, fatte salire a bordo dagli scafisti di turno.

Purtroppo la nuova missione Themis dell’agenzia europea Frontex, non è proprio partita sotto i migliori auspici visto che, ai toni trionfalistici delle ultime ore, si contrappone adesso il dramma di altre vite umane perse in mare nel tentativo disperato di raggiungere l’Europa nella totale assenza di sicurezza.

Almeno 90 i migranti che si presume siano annegati in seguito al naufragio visto che soltanto tre come detto sono sopravvissuti. E ora si spera che dai loro racconti si possa risalire all’identità dei trafficanti di migranti che ancora una volta hanno riempito oltre misura i barconi, mettendo a rischio l’incolumità delle persone pur di incassare i loro sporchi profitti. La maggior parte delle vittime sarebbe di nazionalità pakistana  almeno secondo fonti delle Nazioni Unite.

Come riferito dalla portavoce dell’organizzazione per le migrazioni (Oim) Olivia Headon una decina di cadaveri sarebbero stati già rinvenuti su una spiaggia nei pressi della città di Zuwara. Di queste dieci persone, otto erano paskistani mentre due venivano dalla Libia. I sopravvissuti hanno raccontato di come la nave pendesse tutta da un lato proprio a causa dell’eccessivo numero di persone ammassate a bordo: uno sbilanciamento dei pesi avrebbe provocato il rovesciamento. 

Il numero dei pakistani che tentano di raggiungere l’Europa passando per la Libia è notevolmente aumentato negli ultimi tempi come riferiscono dati dell’Oim.

Come riportano sempre dati delle Nazioni Unite, nell’arco del 2017 oltre 3.100 migranti sono morti annegati nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Dall’inizio del 2018 il bilancio ha già superato le 300 vittime. Nel gennaio 2017 i morti in mare erano stati 254.

Insomma, alla faccia di tutte le missioni europee e gli accordi siglati con la Libia per impedire le partenze, gli scafisti continuano allegramente a svolgere i loro traffici in barba ad ogni controllo. E non è un caso se, dopo mesi in cui gli sbarchi in Italia sembravano calati, fra la fine del 2017 e gli inizi del 2018, come riporta anche il Corriere della Sera,  si è purtroppo assistito ad una discreta ripresa.  

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