All’Unar Manconi? Come da prassi Gandolfini: Family day preso in giro

Società

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Mentre il Pdf propone nel programma per le elezioni del 4 marzo l’abolizione dell’Unar e si candida ad incidere nel Parlamento con lo slogan “Né destra, né sinistra il mio popolo è la famiglia”, l’altra parte del Family Day guidata da Massimo Gandolfini è indignata per un nome che starebbe girando per la presidenza dell’ente su spinta di Gentiloni (quello dell’ex senatore Manconi) e che vanifica e contraddice il lavoro mirato ad ottenere dall’Unar dati certi sulla discriminazione oltre che buttare a mare mesi di trattative portate avanti dal Comitato difendiamo i nostri figli.

Una sorpresa? O un tradimento scontato e prevedibile? Per il Pdf la riprova che non si possono chiedere trasfusioni a Dracula.

Gandolfini parla di “oltraggio a mesi di lavoro per trovare persona sopra le parti”. Una presa in giro, l’ennesima, uno schiaffo ai cattolici, che si aggiunge ad un altro rischio di tradimento, quello di Matteo Salvini e del centrodestra che al convegno “Oltre l’inverno demografico” organizzato oggi a Roma da Alleanza cattolica e il Comitato, avrebbe escluso nettamente le adozioni gay ma non avrebbe parlato (compresi gli altri) di unioni civili e dell’abolizione delle stesse, dichiarazione invece lanciata da Eugenia Roccella e caduta dunque nel silenzio del centrodestra. La spiegazione la offre in un’intervista Aurelio Mancuso per Lo Speciale: “In Forza Italia c’è un’ala liberal che non credo potrà condividere una simile idea. Penso a persone come la Carfagna o la Prestigiacomo, ma anche ad altri parlamentari vicini a Berlusconi”. Dunque una mossa quella dell’esponente di Idea che ricorda la tecnica dell’annuncio a vuoto: in un contesto dove non è possibile incidere veramente, diventa consapevole testimonianza virtuale.

E ora quest’ultima batosta.

Lo stesso Gandolfini, scosso dal nome di Manconi all’Unar, nella nota racconta cosa sta succedendo: “Abbiamo fondate ragioni per credere che con un blitz dell’ultima ora il presidente del consiglio Gentiloni vuole imporre come presidente dell’Unar (ufficio nazionale anti discriminazioni raziali) il sen. Luigi Manconi, appena escluso dalle liste elettorali del Partito democratico. Questo avviene in oltraggio a mesi di trattative portate avanti dal Comitato difendiamo i nostri figli e il Dipartimento pari opportunità per individuare una personalità sopra le parti, sensibile alle istanze delle diverse componenti che animano la società italiana e capace di riportare l’Unar alle sue funzioni originarie, ovvero la lotta alle discriminazioni per razza e religione, dopo gli scandali che hanno portato alle dimissioni dell’ex presidente Spano”.

A questo punto o si ammette un fallimento di una strategia oppure si sta portando “le pecorelle” cristiane in bocca ai “lupi” laicisti. E’ quanto pensa tutti i cattolici stufi di portare acqua al mulino di partiti senza gli stessi valori.

Anche perchè Manconi, lo dice proprio Gandolfini, “non solo non può rappresentare una figura sopra le parti per il suo pedigree di sinistra ma anche per le sue posizioni su tematiche sensibili che, in maniera erronea, in passato sono state toccate dall’azione dell’Unar. Il senatore Manconi nella legislatura che si è appena chiusa è stato infatti uno dei più grandi sostenitori delle adozioni per le coppie dello stesso sesso, tanto da arrivare a minacciare che non avrebbe votato la legge sulle unioni civili senza le adozioni. Tra l’altro basta fare un breve ricerca sul web per trovare dichiarazioni di Manconi in favore di gestazioni per altri che rispetti parametri etici. Il che ci preoccupa non poco, visto che non c’è mai nulla di etico nel concepire per contratto un bambino che sarà orfano della madre e nel usare l’utero della donna come un contenitore. Un mercimonio che rompe il legame biologico e sentimentale tra il nascituro e la madre e che viene denunciato anche da tutte le associazioni femministe”.

Ma pare che chi viene più volte “colpito” provi piacere e a un certo punto e si senta attratto dal carnefice (in questo caso istituzionale), così Gandolfini chiude il comunicato chiedendo a Gentiloni di “proseguire nel virtuoso lavoro portato avanti dal Dipartimento Pari opportunità per trovare una persona che non appartenga a nessun partito, nessun sindacato e nessuna associazione, a garanzia di una vera imparzialità”.

Insomma la strada per la “conversione” a un partito di cattolici (non un partito cattolico) è lunga da quelle da parti.

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Marta Moriconi
Coordinatore di Redazione

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