Pamela, Roberta Bruzzone: “Oseghale può cavarsela con meno di 5 anni”

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Potrebbe uscire dal carcere Innocent Oseghale, il pusher nigeriano accusato di aver fatto a pezzi il corpo della 18enne Pamela Mastropietro a Macerata. Ipotesi che sta indignando la rete a tutti i livelli ma che per la criminologa Roberta Bruzzone intervistata da Lo Speciale potrebbe alla fine essere inevitabile. E se sarà definitivamente escluso a suo carico l’omicidio volontario, è anche probabile che se la caverà con pene tutto sommato lievi.

Sul web sale l’indignazione per la possibile scarcerazione di Oseghale. E’ possibile che ciò avvenga e perché?

“Al momento la contestazione di omicidio volontario non c’è . La misura cautelare è stata convalidata soltanto per il vilipendio di cadavere e l’occultamento. In assenza di altre contestazioni ci troveremmo, seppur con tutte le debite differenze, in una situazione analoga a quella di Michele Misseri. Anche a suo carico fu tolta l’accusa di omicidio e fu chiamato a rispondere soltanto di soppressione di cadavere. Qui c’è l’aggravante del vilipendio che comunque per il nostro codice penale non è punita in maniera eccessivamente pesante. Se le contestazioni resteranno queste, la carcerazione non potrà durare troppo a lungo. Dirò di più, se questo soggetto dovesse chiedere il rito abbreviato rischierebbe una pena non superiore ai cinque anni. E dire cinque anni è grasso che cola”.

La versione fornita da Oseghale, quanto è credibile?

“L’autopsia pare aver messo in evidenza la presenza nella vittima di un’intossicazione acuta da abuso di stupefacenti. Che Pamela abbia assunto una dose pesante di droga mi pare evidente, così come appare sempre più evidente che il decesso sia stato provocato da questa intossicazione da stupefacenti. Se questo scenario reggerà agli approfondimenti richiesti obiettivamente la carcerazione potrebbe non essere più necessaria”.

Ma è veritiero quello che lui sostiene, ossia di essere scappato dopo che Pamela è morta per overdose?

“Questo non è credibile. Le valigie le aveva lui e le ha portate fuori lui. E’ probabile che sia stato preso dal panico visto che la morte di Pamela non era un evento che lui aveva voluto determinare. Ora resta da capire chi ha ceduto la dose letale alla ragazza, visto che c’è un’altra persona indagata nella vicenda. Che lui abbia poi deciso di sbarazzarsi del corpo in quella maniera orribile ed in maniera del tutto superficiale  mi pare indiscutibile. Siamo in presenza di un soggetto non particolarmente lucido. Così come è altamente probabile che non avendo un mezzo di locomozione per trasportare e far sparire le valigie abbia chiesto aiuto a questo camerunense che poi è stato determinante per chiarire l’intero scenario”.

Il fatto che in casa sua siano stati rinvenuti i pantaloni di Pamela rende possibile l’ipotesi di un rapporto sessuale fra lui e la ragazza in cambio della cessione di droga?

Questo è un aspetto terribile, ma che non può essere escluso. In base a quello che hanno riferito i responsabili della comunità lei si sarebbe allontanata senza soldi, né cellulare. Non mi risulta che gli spacciatori siano benefattori pronti a cedere gratuitamente la droga. Il rapporto sessuale come merce di scambio purtroppo ci può stare”.

Si è parlato di asportazione del pube, questo che sta a significare? Un macabro rituale o cosa?

“Allora, è stato confermato che la ragazza ha comprato una siringa. Poi è salita in casa dell’uomo, ma non avendo soldi per avere la dose potrebbe essersi concessa a lui con un rapporto sessuale consenziente visto che l’autopsia ha escluso la violenza sessuale. Poi lei muore per overdose e lui per chiamarsi fuori cerca di sbarazzarsi del corpo ripulendo anche la parte con cui è entrato in contatto diretto. Credo che questa sia l’ipotesi più attendibile per motivare l’asportazione del pube. Non ne vedo altre e non credo al rito tribale. Ha in pratica rimosso la parte di Pamela che a suo giudizio poteva dimostrare più di altre che aveva avuto contatti con lui prima della morte. Ma ripeto, si tratta di un criminale talmente inesperto da essersi lasciato dietro ogni traccia”

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