Pamela, Tonelli (Polizia): “Scarcerazione? Se derubricano coltellate a poliziotti…”

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Innocent Oseghale, il pusher nigeriano accusato di aver fatto a pezzi a Macerata il corpo di Pamela Mastropietro, potrebbe uscire dal carcere. Al momento si tratta di un’ipotesi, ma in rete si è scatenata l’indignazione social. Ad Oseghale non è stato contestato l’omicidio volontario, ma soltanto il vilipendio e l’occultamento del cadavere. Lo Speciale ha chiesto un commento al segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia Gianni Tonelli e candidato con la Lega di Salvini alle elezioni del 4 marzo.

Sul web monta la protesta contro la paventata scarcerazione di Oseghale, ma c’è chi fa notare che caduta l’accusa di omicidio volontario la sua posizione si alleggerirebbe di molto. Come commenta?

“Anche se non è ancora chiara la causa della morte della ragazza e non possiamo dare nulla per scontato sulle responsabilità, mi pare che i gravi indizi di colpevolezza che richiedono la custodia cautelare ci siano tutti. Sono ovviamente scandalizzato come tutti. Anche perché l’Italia è il Paese in cui se uno dà una coltellata ad un poliziotto, il giorno dopo è già a piede libero perché quello che dovrebbe essere un tentato omicidio viene sistematicamente derubricato a forma aggravata di resistenza a pubblico ufficiale. Secondo quelli che sono parametri elementari di giustizia, mi pare che i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di fuga in questa vicenda siano più che sufficienti a giustificare una permanenza in carcere di questo soggetto. Mi auguro che le notizie riguardanti una sua possibile scarcerazione siano infondate”.

C’è chi dopo questa vicenda ha messo in evidenza come da tempo in Italia agisca una “mafia nigeriana” dedita al controllo del mercato della droga e della prostituzione. Anche secondo lei questa mafia esiste e agirebbe ormai fuori controllo?

“Certo che esiste. Quando lavoravo alla squadra mobile della questura di Ferrara nel 1989 circa, condussi insieme ai componenti della mia squadra, un’indagine che poi fu portata avanti dalla questura di Firenze, da cui emergeva chiaramente l’esistenza di una mafia nigeriana che controllava il mercato della prostituzione. Negare questo è come negare l’evidenza. E’ chiaro che dove esistono attività criminose c’è sempre qualcuno che queste attività arriva ad organizzarle per ricavarne i profitti sfruttando il crimine degli altri e soprattutto la prostituzione. Ma questo è del tutto naturale”.

La povera Pamela è stata fatta a pezzi. Questa pratica di vivisezionare i cadaveri è un caso isolato o sono modalità frequenti in certi ambienti?

“Questo dovrebbero accertarlo persone competenti. Io non so se la decisione di smembrare il corpo sia stata determinata dalla necessità di far sparire le prove o se possa essere associata ad un significato tribale. Dovrebbe chiederlo a degli specialisti esperti di questi riti o comunque in grado di esaminare la psicologia di questi soggetti. In base alla mia esperienza in Polizia posso dire che di corpi fatti a pezzi con queste modalità non ne ricordo”.

Su Traini invece, l’uomo che si è messo a sparare all’impazzata contro i nigeriani a Macerata, ci si è affrettati ad indicare i presunti mandanti morali. Eppure non è mancato chi ha solidarizzato con lui. Che significa?

“Qualsiasi persona di buon senso non può che condannare il gesto folle di questo signore e io sono il primo a farlo. Ma una cosa è la condanna doverosa e senza attenuanti per il gesto criminale e il singolo che lo ha posto in essere, altra cosa è interrogarsi sulle cause che possono anche generare certe situazioni. Spesso si tende in modo strumentale a confondere il gesto criminale, che ripeto non ha attenuanti, e la ricerca delle origini che possono averlo provocato. Chi nega che vi sia un’esasperazione della gente sul fenomeno migratorio e su come questo venga gestito, vuol soltanto far finta di non vedere, e sono le stesse persone che fanno finta di non vedere che questa forte insofferenza spinge quasi il 50% degli italiani a non andare a votare. Un malessere causato principalmente, come confermato da tutte le stime, proprio dai problemi legati all’immigrazione e alla totale mancanza di sicurezza nelle nostre città”

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