Pamela, Adinolfi: “Io razzista perché ho parlato di mafia nigeriana nel mio libro”

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Omicidio Pamela, ora c’è l’ombra del rito sacrificale. «In questa vicenda molte cose non tornano – dice l’ avvocato Gianfranco Borgani, che difende Desmond Lucky – la dissezione è stata fatta da persona esperta, la pulizia della casa e del corpo è molto accurata, perché allora lasciare a vista i trolley? Perché non gettarli sotto un ponte?». Forse siamo di fronte a una sorta di rito? “Non faccio ipotesi su questo, ma nel mio ultimo libro ‘O capiamo o moriamo’ ho parlato della mafia nigeriana” risponde Mario Adinolfi a Lo Speciale.

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Ha parlato di mafia nigeriana nell’ultimo libro, e come è andata?

“Mi hanno dato del razzista quando ne ho denunciato la presenza estremamente pericolosa nel nostro Paese. Io ho pubblicato semplicemente dei dati, era evidente il pericolo che rappresenta la criminalità di nazionalità nigeriana. Non tutti i nigeriani  sono così certo, ma c’è una presenza di mafia nigeriana nel nostro Paese che deve far alzare un forte livello di allarme. Ha la gestione della prostituzione delle nigeriane e di business colossali. Poi la presenza nelle carceri è sproporzionata rispetto ai dati demografici. Per questo il fenomeno necessita di più attenzione. Dobbiamo concentrarci infatti su ciò che non capiamo se vogliamo capirlo davvero”.

Perchè l’Occidente ha paura di dire certe cose invece? 

“Perché è politicamente scorretto, più che mai in campagna elettorale. Quindi queste cose vengono seppellite dentro un po’di  ignoranza e dentro il politically correct”.

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