Embraco, Fusaro: “Caro Calenda, scopri ora capitalismo ed Europa cosa sono?”

Interviste

Mentre i lavoratori di Embraco hanno chiesto aiuto in tutte le direzioni chiedendo di essere ricevuti anche da Papa Francesco, il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda si è appellato all’intransigenza dell’Unione europa spronando la commissaria Vestager a verificare se le norme per attrarre investimenti in Slovacchia siano rispettose su aiuti di Stato. Di fatto il contratto scadrà il 25 marzo, tre settimane dopo le elezioni politiche. A Diego Fusaro, filosofo e docente, abbiamo chiesto di analizzare il pensiero che ha portato a questi frutti.

Calenda scopre oggi con la vicenda Embraco il capitalismo cattivo? Molti da tempo denunciano che è colpa dell’euro, delle politiche monetarie e dell’Europa che hanno svenduto il costo del lavoro…

“Calenda scopre ora l’acqua calda, cioè che il capitalismo deregolamentato e sciolto dalla signoria della politica produce veri e propri massacri per il mondo del lavoro. Inoltre paradossalmente Calenda invoca l’aiuto dell’Unione Europa neanche si fosse costituita come associazione di mutuo soccorso per i lavoratori, quando è nata invece sul fondamento dell’Euro come metodo di governo per colpire le classi popolari e lavoratrici. Quindi rivolgersi all’Unione Europea significa rivolgersi a chi ulteriormente massacrerà i lavoratori”.

Embraco è  l’emblema più evidente degli effetti prodotti dal modello neoliberista?

“Embraco è l’immagine vivente di ciò che è il capitalismo realizzato dopo il 1989, ormai libero da contraltari,  deregolamentato e privo di ogni controllo. E’ quello che Hegel che chiamava la bestia selvatica del mercato che getta nell’abisso popoli e lavoratori e che si scatena producendo tragedie. Questa è sempre più la norma che dovremmo subire nei prossimi anni se non ripoliticizziamo l’economia”.

Il caso della multinazionale che rifiuta la cassa integrazione e va ai licenziamenti sarebbe la prova provata del primato della finanza sulla politica. Come invertire la rotta?

“E’ la prova provante che si è rovesciato il rapporto, c’è la signoria del mercato sovrano con la politica ridotta a pura amministrazione in funzione del mercato stesso. Come ebbe a dire Michel Foucault, verrà un giorno in cui non si governerà più il mercato, ma si governerà per il mercato. Eccoci qui, siamo in questa situazione”.

Calenda scopre oggi che gli imprenditori per natura sono orientati alla massimizzazione del profitto e non hanno come scopo né il filantropismo né la condotta morale. Spetterebbe invece allo Stato garantire il diritto al lavoro e tutelare i cittadini dai fallimenti del mercato, ma nel tempo questo ruolo è stato intaccato, andando sparendo. 

“Sì Calenda arriva tardi ma meglio tardi che mai. Questo è il capitalismo abbandonato a se stesso. Molti di noi lo avevano già capito da tempo, ora è arrivato a comprenderlo anche lui che è l’interesse bieco, individuale ed egoistico quello del capitale contro l’interesse delle comunità dei lavoratori, dei sindacati, dei popoli e quant’altro. Invertire la rotta significa tornare a porre al centro il valore umano contro il valore delle cose, il valore della politica contro quello dell’economia, tornare e ripartire dalla comunità etica. Chi vuole trovare conforto in questo può leggere Aristotele ed Hegel, i due teorici che più di tutti – in due epoche diverse – hanno messo al centro la comunità umana contro l’economia”.

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