Contratto alla tedesca, Esposito (Pd): “Di Maio sogna, mai col M5S”

Interviste

“Contratto alla tedesca” dopo il voto: è l’ipotesi cui starebbe pensando il leader 5Stelle Luigi di Maio secondo quanto riportato da La Stampa. Un contratto post elezioni con Pd- Liberi e Uguali e + Europa di Emma Bonino, un mix insomma di populismo grillino, europeismo, riformismo e una spruzzata di massimalismo alla Grasso. Lo Speciale ne ha parlato con il senatore del Partito Democratico Stefano Esposito a poche ore dalla chiusura della campagna elettorale. Di Maio, secondo quanto riportato da La Stampa sarebbe convinto della non riuscita del centrodestra e del fatto che Mattarella darebbe a lui le prime carte da giocare per tentare di formare un governo in quanto leader del primo partito. E il candidato premier pentastellato sarebbe pronto a vestire i panni della Merkel e proporre un patto di governo alla sua sinistra. Fantapolitica? Una cosa è certa. Di Maio sembra crederci.

LEGGI SU LO SPECIALE LA PRECEDENTE INTERVISTA A STEFANO ESPOSITO

La Stampa parla di “contratto alla tedesca” con Di Maio pronto a guardare in direzione del Pd, di Leu e di Emma Bonino. La gente comincia a non capirci più nulla. Sarebbe un inciucio o piuttosto un golpe peggiore di quello del 2011?

“Di Maio è molto bravo a sognare. Ha fatto un sogno e lo ha raccontato. Per quanto ci riguarda non saremo disponibili a nessun governo di coalizione con il M5S. Queste persone non hanno una minima idea di governo, fanno promesse peggiori di quelle di Berlusconi fino ad assicurare lo stipendio a chi non fa nulla, la loro cultura politica è diametralmente opposta alla nostra. I 5S sono di destra e non sono assimilabili al Pd in nessun modo. Il riformismo non sanno nemmeno dove stia di casa. Solo da Salvini ritengo potranno sperare di ricevere qualche aiuto”.

Perché gli elettori domenica dovrebbero dare fiducia al Pd? Ce lo può spiegare in tre punti?

Perché gli italiani si troveranno davanti ad un bivio: scegliere fra chi sta promettendo ciò che non potrà essere realizzato se non al prezzo di una mole massiccia di debiti, e chi invece assicura di continuare sulla strada del lento, faticoso risanamento. Non mi sento di utilizzare i dati economici di fronte a persone che hanno visto scendere il loro tenore di vita e magari hanno ancora in casa dei figli disoccupati: potrei dimostrargli che il Pil è cresciuto, i posti di lavoro sono aumentati, che la disoccupazione giovanile è arrivata ai dati del 2011 quindi migliorando moltissimo. Potrei dirgli tutto questo, ma preferisco fargli capire che la flat tax e le pensioni a mille euro sono promesse difficili da realizzare se non prendendo i soldi dai servizi generali, iniziando dalla sanità. Gli italiani devono stare molto attenti perchè chi promette ricette miracolose concede da una parte ciò che taglia da un’altra. Altro grande tema è quello della sicurezza. Anche qui invito a diffidare di Salvini e del M5S che offrono ricette da sceriffo. Meglio sostenere chi come Minniti in questi ultimi anni è andato nei paesi di provenienza dei migranti per limitare le partenze, piuttosto che chi vuole farci credere che ne rimanderà indietro 600mila. Questo è impossibile. Agli italiani dico di votare con la testa”.

Gli ultimi dati Istat parlano però di un nuovo aumento della disocuppazione e di un boom dei contratti a termine quindi del precariato. Come risponde a chi vi accusa di aver svenduto il lavoro?

“A chi sostiene questo andrebbe chiesto se l’alternativa per loro è quella di lasciare la gente disoccupata. Meglio la disoccupazione del precariato? Come aboliberebbero loro il lavoro precario? Se domani facessimo una legge per vietare l’utilizzo dei contratti a termine chi sarebbe così ingenuo, per non dire di peggio, da pensare che le aziende inizierebbero ad assumere le persone a tempo indeterminato? Penso invece che quei lavori che oggi si possono fare a tempo determinato non ci sarebbero più e molto probabilmente si tornerebbe al lavoro nero. Spero che la soluzione non sia quella del ritorno all’articolo 18 visto che non servirebbe a molte di queste persone. Purtroppo il mito del posto fisso è finito da tempo, noi abbiamo posto le persone, anche over 55, nella condizione di avere un’occupazione e puntiamo a far sì che i contratti a termine diventino a tempo indeterminato. Ma per fare questo è necessario che le imprese producano, tornino in attivo e abbiano necessità di lavoratori. In questa direzione si è sempre orientata la politica del Pd”. 

 

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