Putin, Purgatori: “Ringrazi May. Per l’Italia? Nulla cambierà in questa situazione”

Interviste

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Trionfo di Vladimir Putin alle presidenziali russe, rieletto al Cremlino con il 76,6%. Lo Speciale ne ha parlato con il giornalista e scrittore Andrea Purgatori, esperto di scenari geopolitici e conduttore televisivo. “Lo zar”, come viene ormai definito Putin a livello internazionale, ha superato abbondantemente la prova, dal momento che puntava ad una vittoria almeno del 65%. Sono risultati inutili i tentativi dei partiti dell’opposizione di far leva sull’astensionismo, invitando gli elettori a disertare le urne proprio per scongiurare un previdibilissimo plebiscito. E ora cosa cambierà nei rapporti con l’Italia visto che a dirigere i giochi sono forze politiche come la Lega e il M5S da sempre filo-Putin seppur in maniera molto diversa? E quanto ha influito sul successo elettorale lo scontro con Londra?

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Purgatori, Putin ha vinto con un autentico plebiscito. Perché piace così tanto ai russi?

Putin è stato molto bravo a risvegliare il nazionalismo e l’orgoglio dei russi dopo la disfatta del comunismo, quando sembrava che l’ex Unione Sovietica non potesse più svolgere un ruolo di super-potenza. Non è però soltanto questo il motivo che ha spinto la stragrande maggioranza dei russi a puntare ancora su di lui. E’ anche l’unico leader del Paese a poter essere amato, visto che gli altri candidati sono stati tutti estromessi o comunque relegati ai margini, privi di peso politico e autorevolezza. Il plebiscito era alla fine scontato di fronte ad un candidato che ha comunque in mano tutte le leve del potere. E’ molto difficile per uno così perdere le elezioni”.

Lo scontro con la Gran Bretagna quanto può aver influito sull’esito elettorale?

“Credo che Putin debba ringraziare sentitamente la signora May. L’espulsione da parte dell’Inghilterra delle presunte spie russe, è stato un affronto troppo grande, che alla fine ha contribuito a far arrivare a Putin tanti altri voti di gente che magari neanche l’avrebbe votato. Non direi che lo scontro con Londra sia stato determinante, ma certamente se serviva un pretesto in più per sostenere un candidato presidente che ha comunque recuperato sulla scena internazionale un ruolo interventista, lo schiaffo della May alla Russia è stato utilissimo a Putin. Un episodio analogo va ricordato avvenne già alla fine degli anni ottanta con le stesse dimensioni. Una ventina circa di spie russe furono espulse dalla Gran Bretagna e altrettanti diplomatici inglesi furono espulsi dall’Unione Sovietica”.

Cosa prevede nei rapporti fra Russia ed Europa?

“L’Europa ha sempre guardato con una certa benevolenza a Putin, anche perché in questo momento è un interlocutore molto più affidabile di quanto lo sia Trump che sta innalzando tante barriere fra Usa e Ue. Di fronte ad un Trump che sembra poco interessato a mantenere quel rapporto stretto che c’è sempre stato fra Europa e Stati Uniti, Putin per molti paesi europei rappresenta una garanzia. Lo dimostra il fatto che, nonostante le sanzioni imposte dalla Ue a Mosca, ogni singolo stato europeo cerchi di mantenere buoni rapporti con il Cremlino sia sul piano politico che su quello commerciale”.

In Italia sia Salvini che Di Maio sono considerati filo-Putin anche se in modo diverso. Ora con loro al governo potranno migliorare i rapporti commerciali fra Italia- Russia? E l’Italia potrà dare un segnale ancora più forte contro le sanzioni?

L’Italia prima di giocare un ruolo pro o contro Putin dovrebbe recuperare peso in Europa. Al momento non mi sembra lo abbia, ancora meno oggi di fronte all’incertezza che si è venuta a creare con le ultime elezioni. Vedremo nelle prossime settimane che tipo di governo vedrà la luce e come sarà composto. L’Italia ha sempre giocato su molti tavoli e anche stavolta continuerà ad avere rapporti con la Russia indipendentemente da quella che sarà la politica europea. Come del resto fanno anche gli altri paesi, Francia e Germania in testa. Il gas è buono per tutti, lo scambio commerciale con Mosca conviene al di là delle questioni di principio. Per quanto riguarda gli scambi commerciali fra Italia e Mosca credo cambierà poco o nulla, visto che Salvini e Di Maio sono due leader privi di esperienza in politica estera e gli errori quando si è dei neofiti si pagano cari. Loro hanno sicuramente un’attenzione particolare nei confronti della Russia, poi però bisognerà vedere se, una volta al governo,  saranno davvero in grado di gestire questo rapporto”.

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