Salvini a sorpresa: “Potrei non fare il premier. Mi fido di Di Maio”

Politica

“Il premier spetta al centrodestra ma sì alla collaborazione con il M5S. Un patto Lega-M5S non sarebbe un’assurdità”. E poi la ciliegina sulla torta: “Non è detto che il premier debba per forza farlo io. A me starebbe bene fare anche solo il ministro”. 

Matteo Salvini, leader della Lega e premier designato dal centrodestra, non ha tardato a rispondere a Silvio Berlusconi che ha definito un’assurdità un governo Lega-M5S (ircocervo lo ha chiamato il leader azzurro). Dichiarazioni che arrivano all’indomani della felice partita che ha visto l’elezione dei presidenti dei due rami del Parlamento.

Operazione da lui stesso pilotata in stretto contatto con il leader 5Stelle Luigi di Maio e sbloccata grazie alla forzatura della Lega che ha rischiato di spaccare per sempre il centrodestra. Di fronte al veto dei grillini alla candidatura del forzista Paolo Romani a Palazzo Madama, Salvini ha prima lanciato in pista Annamaria Bernini e poi ha di fatto obbligato Berlusconi a tirare fuori il “terzo nome” gradito ai 5S, ossia quello dell’Alberti Casellati.

Salvini, che in quanto leader del partito più forte del centrodestra ha oggi il compito di tentare la formazione di un governo, nega rotture nel centrodestra e anzi con un’intervista a Il Messaggero rilancia l’unità di coalizione in vista delle prossime scadenze amministrative.

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“Ad aprile – ha detto – ci sono altre due prove elettorali, in regioni importanti come il Friuli e il Molise, e la nostra coalizione vincerà di nuovo. Nel frattempo, ci presenteremo con una proposta di governo al Presidente della Repubblica e auspicabilmente al Parlamento, dentro la quale ci sarà ciò che abbiamo promesso in campagna elettorale e che è diverso da ciò che qualcuno a Bruxelles vorrebbe farci fare. A costoro piacerebbe che aumentassimo l’Iva, che non toccassimo la legge Fornero e che continuassimo con i disastri che hanno fatto gli altri. Ma così non sarà”.

Sulla composizione del Governo il leader leghista non ha dubbi: “Si parte dal programma del centrodestra, ma non potendo governare da soli, perché al momento non abbiamo numeri sufficienti, siamo disposti ad ampliare e a modificare il nostro programma, tutelandone la coerenza”.

Avanti con il centrodestra dunque, nessun inciucio Lega-M5S anche se il leader leghista ci tiene a precisare che non sarebbe affato un’assurdità come sostenuto da Berlusconi. “Bisogna mettersi al tavolo con tutti, e certamente anche con M5S. E a questo tavolo, bisognerà vedere come azzerare la legge Fornero, come si riducono le tasse, come si controlla l’immigrazione, anche perché adesso ricominceranno gli sbarchi”.

Un governo Salvini-Di Maio dunque sarebbe tutt’altro che da escludere secondo quanto riferisce il capo del Carroccio che però precisa: “Ho letto tante sciocchezze in proposito. La mia posizione è lineare. Noi abbiamo lavorato insieme, perché venissero eletti alle presidenze delle Camere due personaggi che rappresentassero il voto degli italiani. Questo voto è stato rispettato. Quella del governo è un’altra partita. Con Di Maio non abbiamo mai parlato di governo, e adesso cominceremo a farlo”. 

Salvini ha però parole d’apprezzamento per il leader pentastellato: “Di Maio si è dimostrato affidabile, io le persone le giudico dai fatti, non dalle parole”. 

Ma Salvini per la prima volta sembra anche aprire alla possibilità che il premier del centrodestra possa essere una personalità diversa da lui. “Non siamo all’ ìo io premier o la morte – ha detto – a me interessa cambiare l’Italia. Potrei farlo anche da ministro”.

Un passo in avanti verso  il “terzo attore” per Palazzo Chigi? 

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