Amendola, parla Fusaro: “Non è cambiato lui, ma la politica e i nuovi nemici”

Politica

Dopo Amendola per Salvini e la querelle con Aldo Grasso (al centro una frase dell’attore romano, in passato elettore della sinistra, di apprezzamento per Matteo Salvini a ‘L’aria che tira’ su ‘La7’), l’apertura di credito dell’attore ha aperto una riflessione sul comunismo che non c’è più e sulle nuove categorie del presente. Proviamo ad analizzarle con il filosofo Diego Fusaro.

Claudio Amendola ha risposto ad Aldo Grasso: «Salvini il migliore da 20 anni? Ho sbagliato. Dovevo dire 30». La replica dell’attore al critico che aveva definito la sua “sinistra creativa” è un capovolgimento ulteriore delle certezze della sinistra. Che è accaduto? Un uomo di sinistra che apprezza Salvini, dimostra che sono morte destra e sinistra e che rimangono i problemi da risolvere?

“Certo. Ormai siamo al di là della vecchia topografia politica articolata secondo la dicotomia destra e sinistra. Oggi la vera dicotomia è quella tra chi è contro il turbocapitalismo apolide e sradicante da una parte e chi lo appoggia, questa è l’unica vera distinzione. Alto è basso è la nuova dicotomia, e i dominati da questo punto di vista non trovano sicuramente in Salvini il loro peggior nemico”.

Amendola non é l’unico che ha fatto una dichiarazione sull’argomento, anche Albanese ha detto che Salvini ha vinto perché era sul territorio. Margherita buy ha parlato di Salvini “abile”. Cosa succede? “Alto e basso” di stanno toccando e si stanno unendo. Qual è il futuro della politica stando a queste dichiarazioni, anche del jet set?

“Sta accadendo che ci si sta rendendo conto che con tutti i limiti dei partiti che vengono descritti come sovranisti, con una formula semplificatoria, i veri nemici degli sconfitti della mondializzazione non sono certo queste aree sovraniste, ma sono quelle della sinistra che è transitata dalla lotta contro il capitale alla lotta per il capitale, per il massacro dei lavoratori”.

Quanto è contato, per la vittoria di Salvini e Di Maio l’aver proposto soluzioni economiche, dalla Flat tax al reddito di cittadinanza. La fame cresce…

“Sul reddito di cittadinanza e sulla flat tax sono molto critico, la seconda è l’anticamera della privatizzazione dei servizi. Dato che non ci saranno più i soldi per garantire i servizi pubblici, si privatizzerà. Il reddito di cittadinanza poi va in un’ottica simile, sostituisce il tema del lavoro con quello della carità. E chi beneficia di questo reddito, dovrà essere pronto a fare tutto ciò che chi gli dà quel reddito gli vorrà imporre come avviene in Danimarca col workfare”.

Da mercoledì partono le consultazioni. Provi a spiegare ai nostri lettori cosa accadrá, quanto ci vorrà a formare il governo e secondo lei chi dovrebbe essere premier e con chi si dovrebbe alleare. Teme che un terzo uomo (o donna dicono) che possa diventarlo, una figura garante quanto sarebbe anche pericolosa?
“Accadrà esattamente questo, cercheranno in ogni modo di scongiurare quello che per loro è il vero pericolo, che vada su qualcuno in grado di fare politiche a sostegno degli sconfitti della mondializzazione, quindi con meno Europa, meno mercato, meno globalizzazione, meno privatizzazione. Metteranno probabilmente per questo una figura garante, per garantire appunto i rapporti di forza così come sono. E’ un pericolo a cui temo andremo incontro”.

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