Siria, gas contro civili. Purgatori: “Assad non è sciocco. Trump ha un problema”

Interviste

Nuovo attacco chimico in Siria, il giornalista e conduttore televisivo Andrea Purgatori, esperto di scenari geopolitici, ne parla con Lo Speciale. Gli Stati Uniti hanno puntato il dito contro il regime di Assad  accusato di aver sferrato l’attacco aereo a Douma con armi chimiche provocando almeno 100 morti e mille feriti. Trump ha definito Assad “un animale” accusando Russia e Iran di complicità. Dal canto suo il regime di Damasco respinge le accuse e anzi punta il dito contro gli Usa e i ribelli sunniti, accusandoli di aver organizzato l’attacco per screditare Assad e i suoi alleati agli occhi del mondo. Chi avrà ragione?

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Purgatori, ci risiamo. Nuovo attacco chimico sulla popolazione e nuovo scambio di accuse fra Assad e Putin da una parte, Trump e l’Arabia Saudita dall’altro. Dove sta la verità?

“Non è la prima volta purtroppo che su questa questione si susseguono scambi di accuse reciproche, smentite e contro-smentite dai diretti interessati. Un anno e mezzo fa abbiamo assistito ad un qualcosa di simile, ma anche in quel caso non ci furono prove sull’utilizzo concreto di armi chimiche da parte di Assad. La Siria è un territorio disseminato di depositi di armi, anche chimiche e molto pericolose, e una parte di questi depositi è finita anche nelle mani dei ribelli. Può dunque accadere che durante un bombardamento uno di questi depositi venga colpito. Non si tratterebbe quindi di un bombardamento con armi chimiche, anche se poi queste armi una volta colpite  potrebbero esplodere provocando i danni che ben conosciamo. Ci vorrebbe un’indagine internazionale ed indipendente per appurarlo, ma chi potrebbe condurla in un contesto del genere?”

Trump ha definito Assad un animale chiamando in causa Putin. A questo punto c’è da aspettarsi il peggio?

“Trump ha un grosso problema, quello di dover dimostrare di non avere alcun tipo di rapporto o di accondiscendenza verso la Russia. Non dimentichiamo che lui è indagato nell’ambito del Russiagate, quindi più dimostra di essere distante da Putin più acquisisce punti a suo favore. L’altra volta da parte degli americani ci fu un bombardamento ritorsivo contro Assad. Il problema è che la Siria in qualche modo è occupata dai russi e dagli iraniani, quindi andare a bombardare le basi del regime non sarebbe certamente un’azione senza conseguenze. Un bombardamento americano potrebbe peggiorare di molto la già difficile situazione siriana, se si pensa anche che Trump in Medio Oriente ha cambiato le alleanze che aveva siglato Obama. Toccare la Siria oggi significherebbe toccare direttamente Russia e Iran”.

Assad ha detto che l’attacco è opera degli Usa e parla di complotto americano. Il Pentagono smentisce. Ritiene possibile che l’attacco chimico possa essere una mossa strategica per aumentare la tensione internazionale contro Damasco e scatenare una guerra?

“No, questo non lo credo. E’ la classica propaganda mediorientale, senza senso. Le cose qui sono due: o Assad ha bombardato davvero con le armi chimiche, oppure come detto è stato colpito un deposito durante un bombardamento. Ho molti dubbi sul fatto che Assad possa aver ordinato davvero questo bombardamento, sarebbe uno sciocco perché comunque lascerebbe tracce evidenti. Ci sono satelliti che controllano palmo a palmo tutto il territorio. Se davvero le armi chimiche venissero caricate sui cacciabombardieri siriani i satelliti lo scoprirebbero facilmente. Quindi propendo per la seconda tesi, un incidente seguito ad un bombardamento. Non escluderei tuttavia una terza ipotesi, ossia che a sferrare l’attacco possano essere stati i ribelli. Li ritengo capaci di tutto. Lascerei aperte più ipotesi. Anche perché si tratta di un fronte incerto dove non è possibile sapere chi ha in mano cosa”.

E’ ancora possibile un negoziato che porti ad una pacificazione della Siria come è tornato a chiedere il Papa anche ieri?

“Se Trump fosse intelligente l’avrebbe già fatto. Lui però si è legato mani e piedi all’Arabia Saudita e agli Emirati arabi e ha rimesso in discussione l’accordo che Obama aveva fatto con l’Iran. Quindi si ritrova in grande difficoltà perché se volesse intavolare un negoziato sulla Siria dovrebbe sedersi al tavolo con quelli che lui ha dichiarato essere i nemici giurati dell’America”.

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