Governo, la crisi siriana richiede un’accelerazione. Caso Sigonella

Politica

La Siria, la Russia, gli Usa… e l’Italia in mezzo che deve ancora formare un governo. I tempi non si devono allungare. E’ previsto infatti a palazzo Grazioli un pranzo tra Silvio Berlusconi le capigruppo di Forza Italia ed i vertici del partito.

L’incontro servirà per fare il punto della situazione in vista delle consultazioni al Quirinale, prima dell’appuntamento al Colle, questo mentre sale la tensione in Siria e l’Italia ha la ‘questione Sigonella’ da sciogliere (secondo media internazionali e servizi di monitoraggio dei cieli, dalla base di Sigonella in Sicilia sono decollati almeno tre jet americani, diretti verso i cieli siriani).

Poi, contrariamente a quanto era stato detto, vorrebbe un altro vertice con Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Perché? 

La crisi siriana irrompe nel secondo giro di consultazioni e imprime una accelerazione ai tempi per la formazione del nuovo governo. Ci sono delle responsabilità di governo che richiedono il massimo impegno subito, i venti di guerra che spirano nel Mediterraneo e investono Usa e Nato da una parte e Russia dall’altra, rendono necessario velocizzare i tempi.

A parlare della preoccupazione di Sergio Mattarella, i consultati, che fanno intuire il clima di agitazione intorno alla questione siriana.

Manfred Schullian, vicepresidente del Misto alla Camera e coordinatore della componente Minoranze linguistiche, ha osservato che “concordiamo sul fatto che la situazione nazionale e internazionale richiede la formazione di un governo perche’ l’Italia partecipi attivamente alle questioni da risolvere”. Poi Albert Laniece, vicepresidente delle Autonomie al Senato, e rappresentante Uv, ha sottolineato che il Paese ha bisogno di un governo “con piene funzioni per rapportarsi con i Paesi coinvolti”. Emma Bonino chiede di “rimanere nel quadro delle alleanze euroatlantiche e, in quella sede, partecipare senza ondeggiamenti pericolosi a discussioni sul se, come e quando intervenire, magari utilizzando gli strumenti del diritto internazionale”. Riccardo Nencini parla di “crisi siriana che deve essere affrontata da un governo in carica”.

Non ultimo il leader di LeU, Pietro Grasso, che però si è concentrato sulle necessità italiane: “Al presidente Mattarella abbiamo ribadito la nostra posizione: bisogna uscire dai personalismi e cominciare a trattare i temi più urgenti del Paese: la tutela del lavoro e la lotta alla povertà, il welfare e i diritti civili. Quanto all’economia aspettiamo la presentazione del Def. Su questi punti siamo disponibili a ogni confronto e dialogo”.

 

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