Lega atlantica e conservatrice, CasaPound: “Il Carroccio è diviso”

Interviste

Lega atlantica e conservatrice secondo Guglielmo Picchi consigliere di Matteo Salvini per la politica estera e membro della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare dell’Osce. Per Simone Di Stefano vicepresidente di CasaPound si tratta di dichiarazioni in aperto contrasto con la strategia finora portata avanti dal leader del Carroccio in politica estera e nel rapporto con l’Europa. Sull’ipotesi di una internazionale sovranista alle prossime elezioni europee Picchi risponde: “E’ una formula molto limitata e limitante. A me piace chiamarlo partito conservatore europeo”. E sull’alleanza atlantica aggiunge: “Siamo atlantisti da sempre, mica come i Cinque stelle che hanno firmato atti parlamentari in senso opposto.

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Picchi sembra rifiutare per la Lega l’etichettatura di partito sovranista, collocandola nel novero dei partiti conservatori. Ma essere sovranisti e conservatori è la stessa cosa?

E’ la dimostrazione del fatto che nella Lega convivono anime e sensibilità diverse, ma questo del resto già si sapeva. Va detto però che fino ad oggi Matteo Salvini ha tenuto il punto coerentemente sulle questioni più importanti: ha ribadito di voler togliere le sanzioni alla Russia e si è detto indisponibile a piegarsi a tutte le decisioni sbagliate dell’Occidente, tanto da far preoccupare tutti sull’allineamento strategico e militare dell’Italia. Ha insomma fatto capire che con lui al Governo l’Italia giocherà da battitore libero. In Europa serve sicuramente un raggruppamento sovranista che non può certo essere quello prefigurato da Picchi. Dobbiamo sviluppare un’idea sovranista chiaramente alternativa al modello globalista dominante nell’Occidente e una politica sempre più indipendente dagli interessi degli Stati Uniti”.

Nel momento in cui nell’intervista si ribadisce la fedeltà al Patto atlantico non si rischia proprio di sconfessare la politica fin qui portata avanti da Salvini, chiaramente filo-Putin e per certi versi contraria agli interessi della Nato?

“Bastava osservare il capogruppo della Lega al Senato Gian Marco Centinaio l’altro giorno mentre il senatore Alberto Bagnai, seduto accanto a lui, pronunciava l’intervento sulla Siria denunciando le prove tarocche fornite dagli Usa per giustificare l’attacco contro l’Iraq e facendo chiaramente intendere di non credere all’utilizzo delle armi chimiche da parte di Assad. Centinaio appariva chiaramente in difficoltà, sembrava a tratti anche contrariato e questo perché nella Lega, ripeto, convivono posizioni diverse anche in politica estera. Noi siamo per l’uscita dalla Nato ma non siamo una parte della Lega. La posizione di Salvini sulla Siria è stata chiara e credo non si presti ad equivoci. Poi forse sarebbe opportuno un chiarimento del segretario su certe dichiarazioni. Per quanto ci riguarda noi stimoleremo e supporteremo Salvini se riuscirà ad andare al Governo e porterà avanti le posizioni fin qui espresse”.

Picchi come detto sogna un nuovo partito conservatore europeo e dichiara di vederci dentro Orbán che sta nel Ppe, Salvini che sta in Europa delle nazioni, i Cechi che sono tra i liberali, i polacchi di Kaczynński…Non rischia di diventare così una specie di Pdl in versione europea?

“Non si può essere sovranisti se si è liberali o peggio liberisti. Chi vuole essere contro la globalizzazione e non vuole essere asservito a quelle sovrastrutture internazionali come l’Unione Europea, la Bce e il Fondo monetario non può non partire da una dura critica al liberalismo, proponendo una ricetta economica diametralmente opposta alla globalizzazione. Quindi non si capisce bene come si possa pensare di creare un polo conservatore su queste basi. Ma fortunatamente all’interno della Lega questa mi sembra una posizione minoritaria. Sono certo che la maggioranza prenderà un’altra direzione, seppur con tutte le inevitabili frizioni che ciò potrà comportare”.

Un’internazionale sovranista alle europee del 2019. Ma chi dovrebbe farne parte secondo voi di CasaPound?

“Bisognerà chiarirsi bene sui temi economici. E’ questa la questione dirimente. In Italia oggi si sta parlando di formare un governo, ma non si sa bene su quali basi e su quali indirizzi. Iniziamo quindi con il gettare le basi, creare gli indirizzi, elaborare un progetto politico e intorno a questo costruiamo le alleanze europee. L’economia ovviamente sarà il tema più importante, è su questo che sarà fondamentale stabilire una strategia comune”.

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