Pd, Franceschini apre ai 5S. La strategia che parte dal Colle

Politica

Il Ministro Dario Franceschini rompe ufficialmente il fronte dell’opposizione, senza se e senza ma, ad un governo Pd- M5s.

Nel giorno in cui l’esploratore Roberto Fico su incarico del presidente Sergio Mattarella inizia a sondare la disponibilità dei dem ad una possibile collaborazione in direzione dei pentastellati, Franceschini con un’intervista a Repubblica apre uno spiraglio alla possibilità di un’intesa.

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E così sembra candidarsi a tutti gli effetti alla leadership dell’ala dialogante, alternativa all’area barricadera portata avanti da Renzi e dai suoi fedelissimi.

“Non si può rispondere con un semplice ‘no’ – dichiara a Repubblica – quando il Pd incontrerà l’esploratore Fico. Mi ha sconcertato leggere una raffica di dichiarazioni di totale chiusura di esponenti del mio partito mezz’ora dopo il conferimento dell’incarico. Abbiamo invece l’obbligo di verificare nei contenuti la possibilità di un’intesa”.

A chi gli fa notare però che Luigi Di maio non sarebbe disponibile a rinunciare alle aspirazioni da premier, il ministro dei Beni culturali risponde: “Andiamo per gradi. Vediamo i programmi e anche come si può realizzare un’intesa. Esistono i governi politici, l’appoggio esterno, varie formule. Certo, se esisterà un interesse a formare un governo, allora più sarà stabile e meglio sarà”.

E Renzi? L’ex segretario non sembra disponibile ad un’intesa con i 5S. Si potrà fare anche senza di lui?”Certo che no – risponde –  A tutti però io dico: fermiamoci e parliamo: Ci si ascolti reciprocamente”. Insomma, più dialogante di così!

L’intervista di Franceschini sembra aver aperto una discussione anche fra i renziani dove sembra che il fronte della chiusura non sia più tanto compatto. Ma dietro l’interventismo del Ministro vi sarebbe anche una strategia secondo molti partorita in accordo con il Colle. Che fra Mattarella e Franceschini vi sia forte feeling è un dato di fatto, e stando ai rumors il Capo dello Stato vedrebbe con grande favore l’ipotesi di un governo fra Pd ed M5s.

Il fatto è che all’interno di questa strategia non vi sarebbe Di Maio, bensì Roberto Fico. Nei desiderata di Mattarella, il mandato esplorativo del presidente della Camera dovrebbe concludersi con la disponibilità dei dem ad un’intesa con i pentastellati, con Fico nel ruolo di grande mediatore e tessitore. Il canale privilegiato all’interno del Pd sarebbe proprio Franceschini, con il duplice obiettivo di assegnare alla terza carica dello Stato il mandato politico per formare il Governo e liberando nel contempo la poltrona da presidente della Camera.  Che in virtù del ritrovato feeling fra Pd ed M5S non potrebbe che andare ad un esponente dem gradito ai grillini. E chi meglio del dialogante e collaborativo Franceschini?

Una mossa che potrebbe però incontrare sul percorso due grossi ostacoli. Le mire da premier di Di Maio, che però potrebbe alla fine essere costretto al sacrificio per poter favorire la nascita di un esecutivo a guida 5S, visto che Fico sarebbe benedetto anche da Grillo e dall’intera area ortodossa sempre più scontenta di come il leader ha gestito la fase post-voto e le elezioni in Molise: dall’altro Renzi, che però a sua volta non potrebbe avere altra scelta che assecondare questa strategia, magari ridiscutendo con Franceschini i termini di un accordo che possa consentirgli di mantenere la leadership del partito tornando presto in sella. 

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