Parla Cacciari: “L’incarico a Casellati per governare e nel Pd c’è solo Renzi”

Interviste

Governo, lunedì nuovo giro di consultazioni al Colle, Mattarella in un solo giorno cercherà di trovare una soluzione allo stallo politico provocato dal voto del 4 marzo. Il filosofo Massimo Cacciari intervistato da Lo Speciale non vede però grandi margini di manovra. Intanto ieri si è tenuta la direzione nazionale del Pd che ha approvato all’unanimità la relazione del reggente Maurizio Martina che ha escluso accordi di governo tanto con il M5S che con il centrodestra. Martina quindi resterà in carica fino all’assemblea con il sostegno di tutti. E nel contempo è stata ribadita la volontà di sostenere tutti gli sforzi del presidente Mattarella.

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Cacciari, che soluzione uscirà secondo lei dal cilindro di Mattarella dopo le consultazioni di lunedì?

“Non ne ho idea”

Governo del presidente?

“E chi lo vota? Mi pare che Salvini e Di Maio abbiano già escluso appoggi ad esecutivi tecnici filo europeisti. A meno che….”

A meno che?

“A meno che Mattarella non dia l’incarico alla presidente del Senato Casellati”.

Cosa cambierebbe?

“Cambierebbe che per Salvini diventerebbe impossibile dire no alla Casellati. Diventerebbe difficile anche per il Pd che si è detto pronto a sostenere gli sforzi di Mattarella. E potrebbe diventare difficile anche per il M5S  che l’ha votata. Tutti gli altri nomi che stanno circolando come possibili premier di transizione non mi sembra abbiano un profilo super-partes da poter unire tutti. Un altro nome spendibile potrebbe essere quello di Fico”.

Sostenuto da chi?

“Da chi lo ha eletto presidente della Camera, centrodestra ed M5S e forse anche dal Pd. Ma credo sia meglio la Casellati”.

Ma crede davvero che una simile ipotesi possa andare in porto?

“Guardi che qui non si sta parlando di un governo di legislatura, questa ipotesi è impossibile ed impraticabile. Ormai è evidente che si dovrà andare verso un governo di transizione che dovrà durare al massimo fino alla prossima primavera, non oltre. La priorità è sostituire il Governo Gentiloni che in queste condizioni non sarebbe neanche in grado di svolgere l’ordinaria amministrazione. Poi fra un anno si tornerà a votare”.

Come giudica l’esito della direzione del Pd?

“Ridicolo”

Si è evitata la spaccatura, tutti si sono ricompattati intorno al nome di Martina. Non c’è stata la resa dei conti. Non è un buon risultato?

“Ma di cosa stiamo parlando? Abbiamo visto andare in scena uno spettacolo indecoroso, con un partito lacerato in mille correnti. La resa dei conti era chiaro che non ci sarebbe stata. Sarebbe stato da folli spaccare un partito che ha raggiunto i minimi storici. Restare uniti al momento non è una scelta, ma una necessità. Poi dubito che Martina si sia rafforzato. Cosa vuole rafforzare? 

Ma chi è oggi il leader del Pd?

“E’ Renzi, senza dubbio. L’unico che ha i voti e il carisma politico. Il Pd non può fare a meno di lui”.

Ha fatto bene o male secondo lei a presentarsi in televisione e vanificare gli sforzi di Martina e gli altri nella ricerca di un dialogo con i 5S’

“Ma lei davvero crede alla storiella di Renzi contrario all’alleanza con Di Maio?”

Perché, non è così?

“Renzi ha stoppato quell’accordo perché non sarebbe stato lui a gestirlo. Ma sono certo che fra lui e Di Maio ci siano stati contatti. Sono pronto a metterci le mano sul fuoco. Quando poi ha visto che altri lo stavano scavalcando ha fatto saltare il tavolo. Nella sua ottica ha fatto anche bene, ma smettela di dire che lui era contrario all’accordo. Forse il primo a volerlo era invece proprio Renzi”. 

A questo punto cosa potrà accadere nel Pd? Si andrà al congresso ?

“Al congresso rivincirebbe Renzi, nessuno sarebbe in grado di batterlo. Franceschini, Orlando, Martina,  nessuno di questi può competere con lui. Renzi è oggi l’unico leader che nel Pd ha forza numerica e politica. Soltanto uno forse potrebbe batterlo”.

E chi?

“Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Lui potrebbe essere un avversario pericoloso per l’ex segretario. Tutti gli altri partirebbero sconfitti, cominciando da Franceschini che negli ultimi tempi è sembrato un po’ troppo irrequieto”. 

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