“Aldo Moro è vivo: al Quirinale siede un suo allievo”. Le più belle dichiarazioni

Politica

Condividi!

Quarant’anni dall’uccisione dello statista Aldo Moro. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona di fiori in Via Caetani sotto la lapide che ricorda il luogo del ritrovamento del corpo dell’onorevole. Alla cerimonia erano presenti i presidenti del Senato e della Camera Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il governatore Nicola Zingaretti e la sindaca di Roma Virginia Raggi.

Per voi Lo Speciale ha fatto una selezione delle dichiarazioni più belle che oggi hanno voluto commemorare il grande politico democristiano e la sua visione.

“Quarant’anni fa le Br lasciavano in via Caetani il cadavere di Aldo Moro. L’Italia rende omaggio alla memoria di un vero statista. La sua visione politica e culturale ha segnato il nostro Novecento. La sua uccisione pesa sulla coscienza della Repubblica” ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

“Sono passati 40 anni dal ritrovamento del corpo di Aldo Moro, una delle figure più importanti dell’Italia repubblicana. La vicenda legata alla sua scomparsa è ancora oggi una pagina buia della storia del nostro Paese. Oggi ricordiamo lui e tutte le vittime del terrorismo” ha scritto su Twitter Luigi Di Maio, capo politico del M5s.

“Aldo Moro e Peppino Impastato due uomini coraggiosi, due eroi del nostro tempo da indicare ai giovani come modello positivo di impegno civile e morale per una società migliore”.  ha scritto su Twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

“Aldo Moro e Peppino Impastato, due uomini liberi e giusti. La loro vita resta un esempio per tutti noi, la loro scomparsa una ferita ancora aperta”. ha scritto su Twitter Luca Lotti.

“A 40 anni dalla sua barbara esecuzione, Aldo Moro è vivo e vincente: al Quirinale siede un suo allievo, e la sua irrisa teoria delle convergenze parallele è più che mai attuale. E’ il tema del giorno in cui forze politiche non comunicanti si sforzano di ricercare il bene del Paese anche senza incontrarsi mai” ha detto il segretario di Rivoluzione Cristiana Gianfranco Rotondi.

“La morte dell’onorevole Moro, assieme a quella delle vittime del terrorismo, sono state tragedie non solo di singoli uomini e delle loro famiglie, ma di un intero Paese. Aldo Moro non era solo l’uomo del dialogo, ma soprattutto un costruttore della buona politica. Un mite che ha pagato con la propria vita il furore ideologico di chi sognava la guerra rivoluzionaria” ha scritto in una nota il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “Oggi, la lezione di Moro – aggiunge – va proiettata nel presente, e naturalmente penso anche a queste settimane di cosiddetto stallo politico, che poco hanno a che fare con il bene del Paese, al quale ha sempre guardato Aldo Moro. La mediazione morotea non fu un semplice compromesso tra partiti o la necessità di adattare gli equilibri politici italiani alla delicata situazione generata dagli “anni di piombo”, ma la costruzione della politica che ha il dovere di farsi carico delle richieste di tutti e dei singoli, uno per uno, perché come lui stesso diceva “ogni persona è un universo”. “Per Moro la politica – afferma ancora – era soprattutto senso di responsabilità al quale si è chiamati tutti, al di là delle proprie appartenenze. Il messaggio dello statista pugliese all’Italia è tutto compreso in quella sua bellissima frase: ‘Questo Paese non si salverà e la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se non crescerà un nuovo senso del dovere'”. “Credo che nel ricordo del suo martirio – conclude – dobbiamo scolpire come nella pietra la sua grande lezione di uomo e di politico, che ha accompagnato la crescita democratica del nostro Paese in questi ultimi quarant’anni”.

Tagged