Governo, chiusura definitiva di Berlusconi che manda avanti Tajani

Politica

“Non possiamo dare un appoggio esterno a un governo M5s-Lega perché non possiamo accettare esclusioni di principio. Mi auguro si possa arrivare ad avere un governo politico guidato dal centrodestra. Se così non sarà, non si può votare in piena vacanza. E’ giusto votare a fine settembre”. Parla per Berlusconi il presidente del Parlamento UE Antonio Tajani a Radio anch’io.

“Abbiamo grande rispetto e fiducia nelle decisioni di Mattarella – ha aggiunto lui – vedremo quali saranno le sue mosse. Non si tratta di votare no a un governo neutrale, si tratta di tenere unito il centrodestra”.

Insomma coi 5Stelle l’alleanza non si può fare, ma neanche l’appoggio.

Alla fine l’attacco ai pentastellati è su duplice fronte. Si unisce anche il segretario reggente del Partito democratico, Maurizio Martina, entrando al Nazareno, al coro anti Luigi Di Maio: “I Cinque Stelle hanno fallito e molti elettori che hanno dato loro fiducia ora sono delusi dallo spettacolo che hanno visto in questi 60 giorni. Pratiche da prima repubblica senza la qualità di quel tempo. Trasformismi vari, personalismi e vuoto di proposte credibili. Credo che in tanti ripenseranno il loro sostegno al movimento e più oggi alzano i toni più si capisce che sono in difficoltà”.

E intanto dall’estero la lettura che si fa di questa fase politica è negativa. Sia il leader del M5s Luigi Di Maio che quello della Lega, Matteo Salvini, racconta il “Financial Tiimes” hanno rifiutato la proposta del presidente con parole durissime: a breve termine, spiega il giornalista britannico James Politi, questo significa che l’Italia potrebbe tornare alle urne già quest’anno, una cosa mai successa nei 70 anni di storia dell’Italia repubblicana. Le conseguenze del rifiuto dei partiti populisti sono anche più profonde e foriere di problemi, sottolinea Politi: la Presidenza italiana infatti potrebbe aver perso la sua capacità di svolgere un ruolo di ancora di salvezza nei momenti di crisi. In passato i presidenti hanno potuto trarre il paese fuori dai peggiori guai, dal terrorismo interno come dalle crisi dei mercati, utilizzando il proprio potere di persuasione grazie al generale rispetto di cui godevano; adesso pero’ ignorare i desideri di Mattarella è proprio ciò che i populisti italiani vogliono: per anni infatti hanno lamentato che i presidenti sono stati troppo “interventisti” ed avevano ecceduto i loro poteri costituzionali facendo nascere esecutivi “tecnici” o governi non scelti dall’elettorato.

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