Salvini con bomber Pivert, CasaPound: “C’è continuità fra noi e Lega”

Interviste

Matteo Salvini allo stadio con il giubbotto di CasaPound, c’è chi grida allo scandalo. Polemica sciocca per Simone di Stefano che di CasaPound è vicepresidente, il quale intervistato da Lo Speciale tuttavia non nega una certa continuità fra il suo movimento e il leader del Carroccio. La polemica è nata perché Salvini, nella tribuna dello stadio Olimpico di Roma dove insieme al figlio stava seguendo  la finale di Coppa Italia tra Juventus e il Milan, indossava un giubbotto della marca d’abbigliamento Pivert, di proprietà di Francesco Polacchi, già ex responsabile nazionale di Blocco Studentesco e militante di CasaPound.

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Di Stefano, Salvini allo stadio con il giubbotto di CasaPound e subito è scoppiata la polemica. Pensa che la scelta del leader della Lega sia stata casuale o mirata?

“Questo non lo so, chiedetelo a Salvini. Comunque quello non è affatto il giubbotto di CasaPound. Si tratta di una linea di abbigliamento non politica, tutta made in Italy che va per la maggiore nel cosiddetto ambiente sovranista. La comunicazione della Pivert è tutta incentrata sulla difesa dei nostri prodotti, dei lavoratori e del territorio italiano con una forte critica alle multinazionali e alle aziende che delocalizzano la produzione. E’ una linea fatta da un nostro militante che ha scelto di difendere l’italianità. Ma non è riservata unicamente a chi milita in CasaPound. Mi sembra davvero una polemica sterile e senza senso”.

Il fatto che si stia facendo tanto clamore, non può essere letto come il tentativo di evidenziare una continuità fra Salvini e CasaPound? Come dire: attenti, il Governo che sta per nascere sarà addirittura di destra estrema?

“Salvini non è un estremista, come estremisti non siamo noi di CasaPound. Tuttavia se volessero trovare dei collegamenti fra Salvini e noi non avrebbero certo bisogno di un giubbotto visto che ci sono io che parlavo con lui sullo stesso palco a Roma nel 2014, quando facemmo un incontro insieme al Teatro Brancaccio. Che ci sia continuità anche ideale fra noi e la Lega è evidente, le prove sono tante, basterebbe spulciare a fondo per trovare notizie di nostri vecchi incontri e di iniziative comuni. Non serviva il clamore sul giubbotto. Ad ogni modo è tutta pubblicità per la Pivert, il titolare sarà sicuramente contento”.

Quindi vi sentite in parte rappresentati da un governo Lega-M5S?

“Questo lo vedremo. Fino ad oggi mi pare che Salvini abbia tenuto le sue posizioni, sulla Siria per esempio, attaccando l’intervento americano ed evitando di correre dietro alla falsa propaganda delle armi chimiche. Finora si è mantenuto su posizioni sovraniste soprattutto in politica estera e questo ci fa ben sperare”. 

Ieri però dal Presidente Mattarella è arrivato un brusco stop al sovranismo. Il Capo dello Stato influirà la politica estera ed economica del Governo arginando proprio le posizioni della Lega?

“Le dichiarazioni di Mattarella sono state inappropriate, visto che il suo ruolo dovrebbe essere quello dell’arbitro super-partes. Dovrebbe inoltre ricordare di essere stato eletto al Quirinale da forze politiche che sono state in larga parte dimezzate o cancellate dal voto popolare. Dovrebbe rappresentare gli italiani adeguandosi alla nuova geografia politica voluta dal popolo sovrano. Il Presidente della Repubblica nomina i ministri su indicazione del Presidente del Consiglio e la fiducia al Governo la dà il Parlamento, non lui. Non sta a Mattarella scegliere i ministri o imporre il programma di governo. Farebbe quindi bene a restare al suo posto evitando certe dichiarazioni offensive nei confronti della maggioranza degli italiani”.

Se il Governo giallo verde nascerà avrà vita facile? Chi potrebbe mettergli i bastoni fra le ruote?

“Il Governo può fare grandi cose, così come può deludere. Questo però lo sapremo soltanto alla prova dei fatti. Se davvero cercheranno di realizzare quanto promesso avranno probabilmente contro tutti, stampa, televisioni, lobby finanziarie, banche, Unione Europea, centri sociali che torneranno a fomentare la violenza. Sarà un fuoco di fila senza precedenti. Avranno contro tutti tranne noi, che invece sosterremo l’Esecutivo se davvero avvierà una stagione di grandi cambiamenti in campo sociale, economico ed internazionale. Se invece deluderanno gli italiani saremo pronti a raccogliere il consenso in uscita e a rappresentare una forte alternativa”

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