Juncker lo ammette: “Va riformato il sistema di Dublino”

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“Il sistema di Dublino va riformato, non funziona. La Commissione ha formulato delle proposte, il Consiglio deve sbrigarsi come ha fatto il Parlamento, che mostra una bella complicità quando si tratta di riformare il sistema di Dublino” parole che fanno presagire una svolta in Europa da parte del presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, a State of the Union.

C’è un’esame di coscienza in atto, il primo a farlo stamattina è stato Maurizio Tajani, parlando dei problemi che il Sud del’Europa si trova ad affrontare: “Non possono essere solo i Paesi del Sud ad affrontare l’emergenza immigrazione. Non possiamo accettare che ancora una volta siano i Paesi del Sud a farsi carico del problema dei rifugiati.

La proposta del Parlamento europeo è bilanciata, equilibrata, mi auguro che il Consiglio europeo se ne faccia carico, so che ci sono già problemi. Non possiamo pensare che il Consiglio abbia una visione non solidale della riforma di Dublino. L’unica possibilità è tutelare i Paesi che fino a oggi si sono assunti maggiori responsabilità. Il bilancio comunitario va nella giusta direzione”.

Il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ha colto la palla al balzo: “Il popolo italiano e greco hanno chiesto a gran voce più solidarietà perché non si può lasciare dei Paesi solo a se stessi: questo è stato il grido lanciato da Italia e Grecia e purtroppo la nostra risposta è stata troppo tardiva. Con la crisi migratoria i sentimenti che pensavano di aver superato purtroppo hanno rifatto capolino e, considerando il ritorno dei populisti e nazionalisti, hanno avuto materia per alimentare i loro movimenti e per aumentare il distacco dagli altri”.

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