Le novità di questo governo: dal contratto alla democrazia diretta

Politica

Il contratto di governo tra M5S e Lega è stato redatto in tutte le sue parti. E’ stato adottato un meccanismo inedito per una Repubblica parlamentare, dove era il Presidente incaricato a trovare una maggioranza tra i partiti e a discutere di punti programmatici.

E’ un elemento di novità che si parta da un programma contrattuale che lega il futuro governo ai cittadini che sono chiamati ad approvarlo, senza indicare prima il nome del Presidente del Consiglio dei ministri da segnalare al Presidente della Repubblica a cui spetterebbe l’ultima parola.

Non sarà un programma del presidente del Consiglio ma avremo un presidente del Consiglio che incarnerà un contratto di governo. Un’ irritualità che non esclude un conflitto con il Capo dello Stato, ma che indica una democrazia diretta che contrasta palesemente con quella rappresentativa.
I partiti e gli eletti che hanno vinto la competizione elettorale avrebbero già il mandato a decidere sul programma della legislatura.

Tuttavia è evidente che il governo che si appresterebbe a nascere è un elemento innovativo.
Ha contro l’ Europa, la massoneria, l’alta finanza, tutti i giornaloni della carta stampata. Si oppongono tutti i partiti della vecchia politica ossia ciò che rimane del centrodestra mai unito e quasi tutto il centrosinistra.
Questo Governo, se attuerà il programma, verrà visto come il fumo agli occhi dagli ‘elusori’ e dagli evasori fiscali, dai mafiosi, dai camorristi, dagli ‘ndranghetisti, dai garantisti per convenienza e dai non pochi colletti bianchi che amano spacciare un diritto per un favore per il proprio tornaconto.

Se un governo che si appresta a nascere ha contro tutti i poteri forti leciti o illegali che conosciamo è già di per sé una scommessa. Tutto dipenderà dalla volontà politica di aggredire seriamente gli sprechi, i privilegi e tutti i riti della vecchia e nauseabonda politica.
Si libererebbero risorse importanti anche con l’approvazione della riforma fiscale che è la madre di tutte le riforme. Se si creano le condizioni per un PIL in deciso aumento si avrebbero a disposizione le risorse necessarie per migliorare tutti i settori e i servizi dello Stato e per realizzare le altre importanti riforme indicate nel contratto di governo.

Bisogna saper attendere per giudicare e la vecchia politica, che già si sta agitando, non ha alcun supporto per criticare dopo tanti governi fallimentari a cui abbiamo assistito e di cui si è resa protagonista.
Politiche recessive condite di bonus inefficaci dal sapore elettorale, leggi incostituzionali rese inefficaci dalla Corte costituzionale, controriforme come la Fornero e la Buona scuola, riforme costituzionali scritte a quattro piedi, la riforma del Jobs Act che ha stabilizzato e resa perenne la precarietà, la distruzione lenta ma inesorabile della cultura della legalità. Tutti i tasselli del disastro Italia che certificano il piano inclinato che porta verso il declino della nostra società.

Dinanzi a tutto questo la speranza e la fede, nella visione laica e cattolica della politica, sono gli unici appigli per attendere gli esiti di un futuro che rischia di non essere l’avvenire.

di Amedeo Giustini

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