Conte premier? Parla Sgarbi: “Perché Mattarella non può incaricarlo”

Interviste

Divampa il caso Conte. Dal curriculum del candidato premier di Lega ed M5S spunterebbero delle incongruenze rispetto a quanto dichiarato e a certi titoli e specializzazioni conseguite, con tanto di smentite da parte dei prestigiosi atenei, europei e non, che il professore avrebbe detto di aver frequentato per migliorare la sua formazione giuridica. Lo Speciale ha chiesto un commento al parlamentare di Forza Italia Vittorio Sgarbi che ha trattato la questione anche con un editoriale pubblicato sulla prima pagina de Il Giornale. 

LEGGI SU LO SPECIALE LA POLEMICA SUI TITOLI DI CONTE

Il curriculum dell’aspirante premier Conte sembra fare acqua, anche se dal M5S stanno tentando di ridimensionare il caso. A questo punto cosa dovrebbe fare Mattarella?

“Non dare l’incarico a Conte”.

Per le polemiche sul curriculum?

“Non solo per quello”.

E per cosa?

“Se Mattarella darà l’incarico a Conte vorrà dire che prende ordini da Di Maio. Una cosa del genere non si è mai vista”.

Se fosse il Presidente come si comporterebbe?

“Darei l’incarico ad uno dei due leader, a Di Maio o a Salvini. Poi se non si mettono d’accordo si torna a votare. La soluzione migliore. Non esiste che due leader politici si presentino al Colle imponendo al Capo dello Stato il nome di un perfetto sconosciuto partorito nel corso di riunioni carbonare. Se Mattarella cederà vorrà dire che ha deciso di abdicare alle sue prerogative, limitandosi a svolgere un mero ruolo notarile delle decisioni prese da altri”.

Il curriculum di Conte è stato passato ai raggi x. I media internazionali stanno facendo le pulci ai suoi titoli. Il M5S parla di complotto delle élite contro il governo del popolo. Come risponde?

“Ma quale complotto! Se uno scrive cose non vere nel proprio curriculum e si candida a fare il primo ministro è logico che venga messo ai raggi x. Credo sia anche giusto da questo punto di vista. Ancora di più quando si sceglie come premier un professore sconosciuto in Italia, figurarsi all’estero. E’ doveroso che si cerchi di saperne di più”. 

Salvini è tornato nelle ultime ore a minacciare di far saltare tutto se, in caso di passo indietro di Conte, dovesse rispuntare la candidatura di Di Maio. Non ha come l’impressione che il leader leghista non sia poi così convinto di andare fino in fondo?

“Io spero che Salvini rinsavisca e mandi al diavolo il M5S. Non ho ancora perso le speranze. Lui vuole andare al governo ma forse si sta rendendo conto che il gioco non vale la candela. E’ combattuto, e spero prevalga da parte sua il buon senso”.

Quindi lei non scommette sulla nascita di questo governo?

“Assolutamente no”.

Meloni ha definito Salvini un generale che dopo aver vinto la guerra, ha disperso le truppe per andarsi a consegnare al nemico sconfitto. Condivide?

“Assolutamente sì. Per questo spero che Salvini si renda conto di ciò che sta facendo. La sua forza derivava dall’essere leader di una coalizione del 35%, mentre ora conta il 17% in un governo dove c’è un azionista di maggioranza che ha il 32%. La soluzione migliore per lui sarebbe tornare a votare. I risultati della Valle d’Aosta lo confermano”.

Salvini però rivendica di aver avviato la trattativa con il M5S dopo aver avuto il via libera degli alleati. Non è così?

“Infatti questo è stato un errore di Berlusconi. Non doveva dare l’assenso a questa trattativa. Mi pare abbia riconosciuto lui stesso di aver sbagliato”.

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