Conte premier, G. Chiesa: “Governo del popolo? Tutti i miei dubbi”

Interviste

Governo del popolo contro le élite, così Lega ed M5S presentano il nuovo esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Ma è davvero così? Lo Speciale lo ha chiesto al giornalista Giulietto Chiesa, esperto di scenari geopolitici e profondo conoscitore della realtà europea ed internazionale. Conte ha ricevuto l’incarico di formare il nuovo governo e ora dovrà affrontare la partita dei ministri con il nodo dell’Economia. Sul tavolo c’è la nomina di Paolo Savona, economista accusato di euroscetticismo, proposto dalla Lega. Intanto questo governo sembra aprire la strada ad un nuovo bipolarismo, non più incentrato sulla contrapposizione destra- sinistra, ma sull’alternanza europesti liberal-sovranisti.

LEGGI SU LO SPECIALE EDITORIALE DI FABIO TORRIERO SU NUOVO BIPOLARISMO

Che impressione ha avuto del premier incaricato?

“Il suo primo discorso da premier incaricato mi è sembrato dignitoso ed accettabile. E’ evidente che non l’ha scritto da solo. Sono certo che il colloquio con il Presidente della Repubblica non sia stato affatto facile, e alla fine quanto da lui dichiarato all’uscita, penso corrisponda al quadro entro cui può realmente muoversi”. 

Il richiamo alla collocazione europeista e alle alleanze internazionali dell’Italia non è un po’ scoraggiante per chi si attende delle trasformazioni?

“Se si mostra un cedimento totale sulle regole europee così come sono, diventa poi contraddittorio portare avanti le richieste di cambiamento contenute nel programma. Rischia di diventare molto difficile poter andare a Bruxelles con le mani libere per trattare modifiche”.

Eppure Salvini e Di Maio continuano a descrivere l’esecutivo che sta per nascere, come un governo del popolo contro le élite. Ma è davvero così?

“Detta così è un’espressione che denota scarsa sincerità. Si fa un governo del popolo nel momento in cui si è davvero in grado di farlo. Vedo molte rilevanti contraddizioni da risolvere. Mi sembra una dichiarazione molto sbilanciata rispetto alle possibilità reali”. 

Si parla di Paolo Savona come ministro dell’Economia in quota Lega. Lo stanno descrivendo come un uomo estraneo all’establishment e da questo ostacolato per le sue posizioni euroscettiche. Lo conosce? Condivide il giudizio?

“Ho letto alcuni libri e devo dire che le sue posizioni mi sembrano buone, anche se non va dimenticato che ha fatto parte di governi che hanno contribuito ad imprigionare l’Italia all’interno della macchina burocratica europea senza alcuna possibilità vera di salvaguardia. Il suo passato mi sembra fortemente contraddittorio in confronto alle posizioni attuali. Poi è anche vero che nella vita si può sempre cambiare idea, è suo diritto farlo. L’unica cosa positiva è che si tratta di una persona nota in Europa, con sufficiente competenza tecnica, e questo gli consentirebbe di poter trattare senza essere prima scandagliato ai raggi x. Sarebbe un nome forte che permetterebbe a questo governo una maggiore capacità di movimento e di mediazione in Europa”. 

Anche secondo lei, come per Fabio Torriero, la nascita dell’esecutivo giallo-verde consentirà di affossare definitivamente il bipolarismo fondato sulla contrapposizione destra-sinistra- in favore di uno nuovo fondato sull’alternanza europeismo liberal-sovranismo?

“Dipenderà dalla durata di questo governo. Se riuscirà a sopravvivere a lungo allora questo scenario sarà altamente probabile, considerando anche che i partiti cosiddetti europeisti sono nel più assoluto marasma. Il Pd è fuori gioco e non si prevede un rapido risorgimento; il centrodestra è finito con la dichiarazione di opposizione dura di Forza Italia e Fratelli d’Italia contro il governo della Lega. Siamo in una fase di transizione politica ma tutto dipenderà dall’effettiva capacità che avranno di conseguire gli obiettivi e ciò sarà possibile soltanto con una legislatura lunga. Sfida questa che riguarderà sia la Lega, liberatasi dal fardello della destra, sia il M5S liberato dalla sua completa inesperienza di governo. Al momento è difficile stabilire se questo bipolarismo potrà davvero nascere. I presupposti certamente ci sono”. 

In questo eventuale nuovo bipolarismo dove si collocherebbe la sinistra?

“Parlare di sinistra politica non ha più senso, perché la sinistra politica non esiste più. Certamente c’è una parte di sinistra tradizionale nel M5S e certe sue istanze sono visibili anche all’interno della Lega, dove però sono evidenti anche tante differenze su altri temi. E’ difficile stabilire dove possa stare oggi la sinistra, anche in virtù del superamento delle ideologie novecentesche. Ma ad essere sincero non mi pongo neanche il problema. Mi sembra un dibattito superato, anche perché ritengo si debba guardare con occhi nuovi e con prospettive nuove alla possibilità di modificare il quadro europeo, riconoscendo all’interno di questo cambiamento uno spazio adeguato alle politiche di difesa dei ceti più poveri”.

Esiste un sovranismo di sinistra?

“Oggi no, lo escludo. Io ad esempio mi considero sovranista ma europeista allo stesso tempo. Europeista perché voglio un’Europa più forte, e nello stesso tempo sovranista perché ritengo che questo rafforzamento possa avvenire soltanto con un nuovo programma politico ed economico di solidarietà internazionale. Ci sono mille sfumature di europeismo e di sovranismo, ma la cosa importante è non rispondere più alle sfide attuali con i vecchi schemi e le ideologie del secolo scorso che risultano ormai incomprensibili a tutti”.

Condividi!

Tagged