Come leggere l’attacco dei 5Stelle a Salvini sull’impeachment

Politica

“Non puoi, da presidente della Repubblica, mettere dei veti politici su ministri che hanno una linea politica che non condividi: non ti compete. Può aver avvertito chiunque, ma è una cosa che lui non può fare in una Repubblica parlamentare. La Lega non appoggia lo stato d’accusa? Se Salvini non dovesse appoggiare questo dimostrerebbe un atteggiamento pavido”. L’attacco al leader leghista arriva da Alessandro Di Battista dalla trasmissione ‘Agorà’ su Rai3, ma sembra più un incitamento mascherato da minaccia. 

Comunque non è il solo grillino oggi a lanciarsi in una comunicazione offensiva, nel senso di combattiva, nei riguardi degli ex padani. Da quando il governo Conte è caduto, Luigi Di Maio e Matteo Salvini si sono rivisti nella trasmissione di Barbara D’Urso, ma non hanno ancora comunicato le proprie intenzioni sul prossimo voto.

Andranno insieme o è finito il tempo delle mele?

Quello che è certo è che si stuzzicano con l’impeachment per Sergio Mattarella. Secondo Toninelli, altro pentastellato doc, è un modo di “parlamentarizzare la questione” e “contenere la rabbia” per evitare che “qualche imbecille faccia qualcosa di non corretto” e Matteo Salvini si dimostrerebbe “pavido” (di nuovo lo dicono, ndr) se non sostenesse l’iniziativa.

Poi un messaggio chiaro a leghisti e cittadini: “A me – ha aggiunto – interessa la coerenza ed essere dalla parte dei cittadini. Abbiamo voluto parlamentarizzare questa responsabilità costituzionale del presidente perché altrimenti fuori ci poteva essere qualche imbecille che faceva qualcosa di non corretto”.

Quanto a un’alleanza elettorale con la Lega per ora i grillini dicono di volersi fermare ai contenuti, ai problemi delle persone, delle famiglie e delle imprese.

Un governo del cambiamento lo volevano loro, non l’ha voluto Mattarella. Nella frattura con il Colle loro ci vedono “l’incapacità di accettare e tollerare qualunque forma di pensiero libero, avveduto e disallineato rispetto a certi dogmi e a una sciagurata ideologia imperante”. Anche perchè, dicono loro, dall’euro non sarebbero mai usciti.

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