Governo, ormai democrazia e mercati incompatibili. Siamo a un bivio

Politica

Savona premier? Questo sarà il tema dei prossimi mesi. Uno scontro tra opposte visioni di Europa, di economia e di finanza, che vedrà contrapporsi sovranisti e globalisti. Tra la terza Repubblica, incarnata da Lega e 5 stelle e la prima Repubblica, rappresentata da Sergio Mattarella, che ha ormai gettato la maschera trasformandosi da arbitro in “capitano” in difesa della Ue e degli attuali equilibri germanocentrici.

Il quale non a caso ha scelto un governo, che sarà di scopo, balneare e senza numeri. Un “governicchio” guidato da Cottarelli, uomo del rigorismo alla Monti, in linea col Fmi. Un esecutivo che non subirà certamente la psicosi dello spread e della borsa.

Savona l’ha proposto Salvini, e dalle prossime sue mosse vedremo se l’impuntatura sul suo nome a ministro dell’economia del governo Conti è stato un pretesto per rompere, o la base di partenza per una nuova fase elettorale con maggior consenso.

Adesso scopriremo se il leader del Carroccio penserà ad un’amalgama con i grillini per costituire un polo identitario-populista cui risponderà necessariamente un polo liberal o radical (più Europa, più garantismo, più liberismo), o tornerà nell’alveo del vecchio centrodestra, con Berlusconi e la Meloni, con l’unico scopo di vampirizzarli.

Questo scontro politico comunque è destinato a mutare radicalmente gli scenari futuri. Il film della sovranità limitata dell’Italia e dei vincoli dittatoriali del globalismo economico, non è una novità. Ma una cosa è certa: ormai democrazia ed economia sono incompatibili. E siamo ad un bivio pericolosissimo e bisogna scegliere: o la rappresentanza popolare o le caste e la loro visione della politica.

Con un unico avvertimento: il ricatto economico (l’euro, i mercati, lo spread che sale, i conti correnti in pericolo), sono funzionali solo al vecchio potere politico.

 

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