Cartellino giallo per Di Maio: sotto accusa nel M5S per colpa di Salvini

Politica

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Non è stata una piacevole serata per Luigi di Maio ieri sera all’assemblea dei gruppi parlamentari riuniti. Molti dei presenti infatti sembrano aver puntato il dito contro di lui fino ad accusarlo di essersi fatto “fregare” da Matteo Salvini prestandosi al suo gioco.

I sondaggi danno il Movimento in calo, la Lega in crescita. Il Governo giallo-verde non decolla e in più serpeggia il legittimo sospetto che Di Maio sia rimasto vittima delle strategie di Salvini. Il quale, secondo molta stampa oggi, avrebbe utilizzato Savona come pretesto per far saltare il banco e tornare così al voto, per rafforzarsi sia all’interno del centrodestra prosciugando il bacino elettorale di Forza Italia, sia aumentando il suo peso contrattuale in una successiva nuova trattativa post voto.

SU LO SPECIALE LE DIFFIDENZE DI DI MAIO SU SALVINI

A Di Maio sarebbe stato in pratica rimproverato, come avvertono Repubblica e Corriere, di aver avvallato il leader leghista nella pretesa assoluta di lasciare Savona all’Economia quando era sembrato chiaro a tutti che l’ostinazione nel proporlo avrebbe fatto saltare l’incarico a Conte.

Il tutto condito dall’accusa di aver gestito le trattative per la formazione del Governo con scarsa collegialità, confrontandosi unicamente con i suoi fedelissimi (Toninelli, Fraccaro, Bonafede) senza consultare i gruppi parlamentari che sarebbero stati tenuti troppo ai margini delle decisioni. Fra i più critici pare vi sia stato l’ex comandante Gregorio De Falco, deciso a far “tornare il leader a bordo” (non è dato sapere se abbia aggiunto l’immancabile c…o). Lo stesso De Falco poi però di fronte ai giornalisti avrebbe smentito dissidi con il capo.

Sotto accusa anche il comportamento tenuto nell’immediatezza della rinuncia di Conte con la richiesta di impeachment contro Mattarella, sottovalutando anche qui il possibile “doppio gioco” leghista. Un atteggiamento che è stato giudicato sbagliato, ancora di più dopo che lo stesso Di Maio è tornato al Quirinale con il capo quasi cosparso di cenere chiedendo la ripresa delle trattative.

Di Maio vista la brutta parata avrebbe cercato di parare i colpi gettando la palla nel campo avverso, ossia scaricando ogni responsabilità su Salvini. Lui stesso si è fatto ora interprete della necessità di sacrificare Savona proponendo il trasloco ad altro ministero pur di far partire l’Esecutivo.

La nascita del governo giallo-verde ora sembra essere l’ultima scialuppa di salvataggio per il leader pentastellato. Se fallirà per lui potrebbero presentarsi guai seri. Di Battista è pronto per scendere in campo con la benedizione di Grillo e Casaleggio. Quello di ieri sera potrebbe essere stato il primo, vero, pericoloso “cartellino giallo” per Di Maio. Che ora, salvo colpi di scena, dovrà davvero sperare che Salvini non gli giochi un altro brutto scherzo. Stavolta fatale.

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