Juncker, “italiani lavorino di più e siano meno corrotti”. Ma quale Europa unita

Politica

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“I mercati e un outlook negativo insegneranno agli elettori italiani a non votare per i partiti populisti alle prossime elezioni. Questo avrà un ruolo nella campagna elettorale” aveva twittato il commissario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger. Non c’era il verbo “insegnare”, ma c’era “indurre” però il senso era chiaro e aveva fatto infuriare tutti.

Ora l’Europa torna a far sentire la sua voce, e di nuovo sbaglia accento… diciamo che l’accento cade sulla nullafacenza e la corruzione di un popolo, il nostro.

Gli italiani devono lavorare di più, essere meno corrotti e smettere di incolpare l’Ue per tutti i problemi dell’Italia”: sono  statele parole durissime espresse dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, pronunciate nella sessione di domande e risposte con il pubblico alla conferenza a Bruxelles ‘New Pact for Europe’.

L’esponente di Bruxelles ha invitato inoltre gli italiani a “smettere di guardare all’Ue per salvare le regioni più povere del Paese”. Juncker -secondo quanto riporta il Guardian – è “profondamente innamorato” della “Bella Italia” ma non accetta che incolpi l’Ue o la Commissione “per tutti i suoi problemi”.

Poi un minimo si è ripreso: “Gli italiani devono prendersi cura delle regioni povere d’Italia. Ciò significa più lavoro; meno corruzione; serietà”, ha indicato Juncker. “Li aiuteremo come abbiamo sempre fatto. Ma non si faccia il gioco di scarico di responsabilità con l’Ue. Un Paese è un Paese, una nazione è una nazione. Prima i Paesi, l’Europa in secondo luogo”.

Il punto è che dare del corrotto a un popolo non è poi una cosuccia da poco. Se Europa Unita è, allora non dovrebbe parlare così, se non è unita tanto vale che ne prendiamo atto. Sentirsi ogni volta che non si obbedisce additati, fa un po’ servo sciocco. Anche no, grazie.

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