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Cirinnà con T-Shirt arcobaleno non ruba la scena a Conte: IL DISCORSO

Politica

Opposizione colorata al Senato nel giorno della fiducia al premier Conte. La senatrice del Pd, Monica Cirinnà, promotrice della legge sulle Unioni civili a cui ha dato il nome, si è presentata per il dibattito sulla fiducia con una t-shirt rosa con scritto ‘Famiglie Arcobaleno, associazione genitori omosessuali’. La provocazione nasce in risposta alle dichiarazioni del neo ministro leghista della Famiglia, Lorenzo Fontana, secondo il quale “le famiglie arcobaleno non esistono”.

Eppure la scena resta ferma su Conte, vero protagonista della giornata, insieme al suo discorso, che riportiamo attraverso le parole chiave.

Spirito di servizio. Garante del contratto

“Avverto la responsabilità che mi sono assunto, ben consapevole delle prerogative che la Costituzione attribuisce al presidente del Consiglio. Sono un cittadino che si è dichiarato disponibile ad assumere questa responsabilità di governo e di essere garante del Contratto del cambiamento. Assumo questo compito con umiltà, passione, consapevole dei miei limiti. Sono mosso solo dallo spirito di servizio per difendere gli interessi dei cittadini”.

Difendere interessi degli italiani

“Sono profondamente onorato di poter offrire il mio impegno e le mie competenze per poter difendere l’interesse dei cittadini di questo meraviglioso Paese”.

Offrire risposte

“Dobbiamo offrire risposte concrete ai bisogni dei cittadini: la crescente disaffezione verso le istituzioni e la perdita di prestigio devono spingere a tutti a un supplemento di responsabilità che passa attraverso una maggiore apertura alle istanze reali che vengono da chi vive fuori da questi Palazzi”.

Progetto di cambiamento per l’Italia

“Ci presentiamo a voi oggi per chiedere la fiducia non solo per una squadra di governo ma per un progetto per il cambiamento dell’Italia. Progetto formalizzato sotto forma di contratto dalle due forze politiche della maggioranza parlamentare”

Unità nazionale

“Rivolgo un saluto al presidente della repubblica che rappresenta l’unità nazionale e che ha seguito le prime non facili fasi di formazione di questo governo”7

Populismo e anti sistema

“Bene se populismo e anti-sistema significa ascoltare gente ed eliminare privilegi. Prendo spunto da riflessioni di Dostoevskij tratte dalle pagine di Puskin, se ‘anti-sistema’ significa mirare a introdurre un nuovo sistema, che rimuova vecchi privilegi e incrostazioni di potere, ebbene queste forze politiche meritano entrambe queste qualificazioni”.

Futuro da lasciare a figli e nipoti 

“Se vogliamo restituire all’azione di governo un più ampio orizzonte di senso, dobbiamo mostrarci capaci di alzare lo sguardo, sforzandoci di perseguire i bisogni reali dei cittadini in una prospettiva di medio-lungo periodo. Diversamente la politica perde di vista il “principio-responsabilità”, che impone di agire – come il filosofo Jonas invitava a considerare – non solo guardando al bisogno immediato, che rischia di tramutarsi in mero tornaconto, ma progettando anche la società che vogliamo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti”.

Riforme strutturali 

“Nel contratto di governo accanto a misure più immediate, sono presente profonde riforme di carattere strutturale”

Salario minimo,reddito cittadinanza e pensioni 

“E’ ora di dire che i cittadini italiani hanno diritto a un salario minimo orario, affinché nessuno venga più sfruttato, che hanno diritto a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati, che hanno diritto a una pensione dignitosa”

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