Monti evoca la Troika, Rinaldi consiglia: “Dovrà arrendersi, è cambiato tutto”

Interviste

L’ombra della Troika ha aleggiato ieri nell’aula del Senato con l’intervento dell’ex premier Mario Monti che, durante la discussione sulla fiducia al Governo Conte, ha dichiarato: “Il governo deve mostrare più umiltà e realismo nei confronti del Paese, altrimenti rischia di fargli subire l’umiliazione della Troika che io invece a suo tempo evitai”. Come leggere l’intervento di Monti? Lo Speciale lo ha chiesto all’economista Antonio Maria Rinaldi animatore del sito Scenari Economici e profondo conoscitore dei meccanismi europei.

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“Noi abbiamo fatto di tutto per risparmiare all’Italia la Troika, che è stata evitata con uno sforzo del Paese e grazie a un lungo braccio di ferro con la Germania. Non è escluso che l’Italia possa poter subire l’umiliazione che è stata evitata con l’arrivo della Troika. Evitata grazie alle misure prese dal governo da me guidato”. Così ha parlato Mario Monti ieri nell’aula del Senato. Un avvertimento a Conte? O cosa?

Le rispondo con una battuta: e se Monti era della Troika a sua insaputa? Che cos’é la Troika? Essa è costituita dal Fondo monetario internazionale, dalla Banca centrale europea e dalla Commissione europea. Quando dice che il suo Governo ha impedito che questa arrivasse dice un’assurdità, perché la Troika era lui stesso. Forse non se ne è mai reso conto, ma difficile pensare una cosa simile. Del resto le politiche dell’Esecutivo Monti sono state tutte indicate dall’euroburocrazia europea e gli italiani ieri penso abbiano capito perfettamente quanto fuorviante sia stato l’intervento in aula dell’ex primo ministro”.

Quindi Monti ha parlato a nome della Troika stessa lanciando un preciso avvertimento mascherato da consiglio non richiesto?

Il professor Monti non si è reso conto che in Italia il vento è cambiato e che non è più la Troika a decidere, ma i cittadini italiani. La triade che compone l’euroburocrazia è invece composta da tecnici, nessuno dei quali è stato mai eletto. Ciò che Monti e altri non riescono a capire è che alla fine è sempre il popolo sovrano a dire l’ultima parola, perché se non fosse così saremmo in una dittatura. Forse è ciò che loro vorrebbero, ma devono rassegnarsi all’evidenza. Certo, adesso ci dovranno essere con l’Europa tutte le mediazioni necessarie, ma la volontà popolare verrà prima dei desiderata dei signori di Bruxelles. Monti può dire quel che vuole, ma dovrà arrendersi ai fatti”.

Quali strumenti potrebbe mettere in atto la Troika per condizionare l’azione del Governo e impedirgli di realizzare ciò che non piace loro?

“La Troika può fare tutto ciò che vuole, ma alla fine si autodistruggerà. Guardi quello che ha fatto in Grecia e consideri che l’Italia non è affatto come il Paese ellenico. Non so quanto gli convenga a Bruxelles mettersi contro il Governo italiano”.

E come potrà difendersi l’Esecutivo da possibili intromissioni?

“Le sembrerà banale, ma non dovremo far altro che prendere piena consapevolezza del nostro peso effettivo nell’ambito degli altri paesi europei, cosa che fino ad oggi non abbiamo mai fatto. Dipenderà dagli uomini che manderemo a rappresentare l’Italia in Europa. Fino ad oggi ci siamo fatti rappresentare dalle persone sbagliate e questi sono i risultati. Ho fiduicia che adesso le cose cambieranno perché se è cambiata la musica è necessario che cambino anche i suonatori”.

Come giudica il discorso di Conte davanti alle Camere?

“Devo dire che l’ho molto apprezzato. Non ho mai sentito prima d’ora nelle aule parlamentari un discorso di quel genere. Non mi vergogno a dire che mi sono quasi emozionato. Chi ha denigrato Conte definendolo inesperto penso si dovrà ricredere molto presto. Anche perché a denigrare il nuovo Premier sono le stesse persone che hanno lodato tanti altri personaggi del passato che certamente non hanno brillato in quanto a risultati”. 

 

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