Cambio rotta: Orban rivede la Costituzione e l’Austria chiude agli imam

Esteri Politica

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Il processo che inizierà il prossimo autunno si protrarrà dai 12 ai 18 mesi. Di cosa stiamo parlando? Il premier ungherese Viktor Orban, che non ha voluto precisare alcun dettaglio sulla riforma che intende proporre, darà il via a una “lunga revisione” della Costituzione del 2011 “per valutare quello che ha funzionato e quello che non ha funzionato e identificare le lacune che è necessario colmare con un nuovo testo di Costituzione”.

La procedura di revisione “sarà lanciata in autunno e durerà dai 12 ai 18 mesi”.

Il suo partito Fidesz con 133 dei 199 seggi dell’Assemblea nazionale, può ben pensare di farlo. Con la maggioranza dei due terzi necessaria cambierà la carta e c’è da star sicuri che non si tratterà di globalizzazione dell’Ungheria, europeismo o di apertura ai migranti.

E non solo Orban sta pensando ai suoi confini.

E’ di ora la notizia che il ministro dell’Interno, Herbert Kickl, ha annunciato che saranno 60 gli imam che potrebbero essere espulsi con le loro famiglie e complessivamente 150 persone rischiano di perdere il diritto alla residenza. Kickl, che appartiene al partito di destra FPÖ, membro della coalizione di governo con i conservatori di Kurz ha voluto sottolineare con i dati, ciò che ha già sostenuto il cancelliere Kurz: “Società parallele, islam politico e radicalizzazione non hanno posto nel nostro Paese”.

Per ora l’intervento del governo austriaco riguarderà anche la chiusura di quattro moschee a Vienna, due in Alta Austria e una in Carinzia. Tutto avverrà con decreto dell’ufficio della cancelleria competente per le questioni religiose e non è appellabile. Il vice cancelliere della Fpoe Heinz-Christian Strache ha aggiunto che “non tolleriamo predicatori dell’odio che agiscono in nome della religione”.

A dargli man forte dall’Italia anche Matteo Salvini: “Credo nella libertà di culto, non nell’estremismo religioso. Chi usa la propria fede per mettere a rischio la sicurezza di un Paese va allontanato! Spero già la prossima settimana di incontrare collega ministro austriaco per confrontarci su linee d’azione”.

Per gli imam finanziati dall’estero e predicatori di odio come dice Salvini “la pacchia è finita”.

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