Migranti, ma quale divisione tra Salvini e Toninelli? Chi punta sul divorzio

Politica

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M5s e Lega sono più uniti che mai in tema di migranti. Nessuna divisione e la comunicazione è perfettamente in linea, anche nei confronti del leader francese di En Marche, che ieri si è permesso di puntare il dito contro l’Italia. 

I francesi hanno respinto più di diecimila persone alle frontiere con l’Italia, tra cui moltissime donne e bambini. 

Per il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, non si tratta quindi di una nazione-fenomeno e a Macron ricorda un pregresso che gli fa poco onore: “Sommessamente ricordo poi che, sul fronte Nord Africa, paghiamo tutti l’instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia. L’Italia oggi è tornata centrale e ha risvegliato l’Europa, spero che tutti i Paesi diano il loro contributo per l’obiettivo comune: difesa delle frontiere esterne, difesa del Mediterraneo”.

Totale sostegno a Salvini è arrivato dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli durante il collegamento con Radio Anch’io su Rai Radio1: “Le vite le abbiamo salvate e continueremo a salvarle ma non possiamo farlo da soli. Malta era il porto più vicino e doveva aprire”. E ha ribadito:  “L’Italia non ha chiuso i porti – ribadisce il ministro – L’Italia, nel caso specifico, ha chiesto a Malta di aprire i porti nel rispetto del diritto marittimo internazionale. Perché dopo che avevamo salvato i 629 richiedenti asilo che erano sui gommoni, li abbiamo caricati sulla nave Aquarius, il porto più vicino e più sicuro era quello de La Valletta, questo abbiamo fatto. Ed è per questo che abbiamo atteso alcune ore lì fermi ma sempre in sicurezza. Su quella nave dell’Ong c’erano i medici italiani, i viveri italiani che noi abbiamo costantemente controllato”.

Dunque, l’Italia continuerà a salvare i richiedenti asilo e sono gli altri paesi che devono aprire i porti. E il rapporto tra Di Maio e Salvini è saldo più che mai. Addirittura dall’America Di Battista lancia il suo sostegno alle decisioni prese fin qui dal governo Conte, lui che del volontariato in Africa ha fatto una ragione di vita quando era giovane, è d’accordo con la lotta al traffico e con la messa in stato d’accusa delle Ong.

Solo i media continuano a soffiare sul fuoco della divisione che non c’è. E le provano tutte, utile a tal proposito è stato il post del sindaco Nogarin di Livorno che rendeva pubblica (e poi ritirava) la sua disponibilità ad aprire i porti. Una posizione personale mal svelata ma che non nasconde certo di più che un’opinione diversa.

Contano i fatti però. Il segnale della Spagna è positivo. Aspettiamo un segnale dalla Francia però….

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