Oliviero Toscani, parla Fusaro: “Dalla lotta di classe alla foto di classe, povera sinistra”

Interviste

L’opposizione in foto dietro l’obiettivo di Oliviero Toscani, neo iscritto al Partito Democratico. E’ questa la prima e nuova strategia della sinistra (e non solo) uscita sconfitta dalle ultime elezioni? Lo Speciale ne ha parlato con il filosofo Diego Fusaro. Prima la campagna della Benetton, anche quella firmata da Oliviero Toscani che riproduce i migranti in fuga sui barconi, poi l’invito del fotografo ai dirigenti del Pd a posare tutti insieme in una foto di gruppo capace di simboleggiare l’inizio di una nuova resistenza contro il nemico comune, oggi identificato in Matteo Salvini, l’uomo che blocca le navi delle Ong e vuole censire i rom. Proposta quest’ultima che continua a dividere.

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Che sinistra e che opposizione è quella che combatte con l’obiettivo di Oliviero Toscani?

“La sinistra sta passando dalla lotta di classe alla foto di classe con Oliviero Toscani che si mostra insieme ad Antonio Gramsci, dichiarandosi del Pd ma dimenticando che la sinistra dem è responsabile della “seconda morte” dello stesso Gramsci: dopo quella determinata dai fascisti ci fu quella ad opera delle sinistre traditrici della classe lavoratrice”.

In Italia divampa la polemica per la decisione di Salvini di effettuare un censimento dei rom. Ma perché se ogni dieci anni gli italiani vengono regolarmente censiti per i rom questo diventa un atto di razzismo?

“La questione la risolse già Karl Mark nel 1844 con il suo testo sulla questione ebraica. Marx diceva degli ebrei che non potevano pretendere un trattamento diverso dagli altri, tutti i cittadini dovevano avere stessi diritti e doveri. Gli ebrei quindi non potevano avere né una diminuzione dei diritti, ma nemmeno godere di privilegi. Il principio oggi può valere anche per i rom, riconoscendo uguale trattamento a loro come la storia insegna, ai milanesi o a chiunque altro. Questo è l’unico modo per risolvere la questione”. 

Nelle scuole è stato introdotto l’obbligo dei vaccini. I bambini non in regola non possono iscriversi agli asili o alle elementari, mentre i bambini rom rischiano di continuare a non andare a scuola. Non è anche questo un paradosso inaccettabile?

“C’è uno squilibrio dei doveri, senza ombra di dubbio. Il rischio è quello di avere dei privilegi fatti passare per diritti come quello per i rom di non mandare a scuola i propri figli. Questo non può esistere nel momento in cui in Italia vige l’obbligo scolastico per tutti. Poi sulla questione dei vaccini resto della mia idea: non si può precludere l’iscrizione a scuola dei bambini sulla base di una libera scelta dei genitori”

 

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