Ballottaggi, Cacciari: “Non c’è argine a Salvini. Sinistra ferro vecchio”

Interviste

Toscana ed Emilia Romagna non sono più rosse, i ballottaggi delle elezioni amministrative hanno evidenziato la netta sconfitta della sinistra nelle storiche roccaforti, da Pisa a Siena, da Imola a Massa passando per Ivrea. Come è stato possibile? Lo Speciale lo ha chiesto al filosofo Massimo Cacciari, una lunga militanza nel Pci prima e nei Ds poi, già sindaco di Venezia. Ora cosa accadrà nel Governo? La Lega di Matteo Salvini si rafforza sempre di più anche a scapito dei 5Stelle. Ci saranno ripercussioni nell’alleanza giallo-verde?

LEGGI SU LO SPECIALE ANALISI DI CHIARA GELONI

Professore, le roccaforti rosse sono tutte crollate, la Toscana e l’Emilia da oggi non possono essere più considerate regioni rosse. Che cosa è successo? E di cho sono le responsabilità?

“Scusi, questa per lei sarebbe una novità clamorosa? Sono anni che si sta assistendo a questo ciclo e non si capisce proprio cosa possa essere avvenuto di tanto dirompente da poterlo interrompere. Era ovvio che sarebbe finita così. Sulle responsabilità di questa situazione non mi pare ci sia poi da dire molto. E’ evidente di chi siano le colpe”.

Di chi?

“Le responsabilità vengono da molto lontano, ossia dall’incapacità di saper affrontare le grandi trasformazioni sociali. A Siena è un miracolo che la sinistra abbia retto fino ad oggi, visti i disastri che ha fatto. Tutto sommato era scontato che finisse così. Il dato allarmante è quello di Imola, grave quanto quello di Livorno di qualche anno fa. Se non si darà un segnale di profonda discontinuità rispetto a ciò che il centrosinistra ha fatto negli ultimi venti anni, se non si dimostrerà una seria volontà e capacità di mettere in campo un cambio radicale di strategia e visione politica con facce nuove e programmi nuovi, non se ne uscirà. Finora non si è vista nessuna seria riconsiderazione critica del passato, e si è andati avanti barcamenandosi con qualche ferro vecchio travestito da nuovo come Martina. Direi che l’intera sinistra oggi è un ferro vecchio”.

Nemmeno il M5S sembra però sfondare più di tanto. Perché?

“Il M5S campa sulle disgrazie del Pd, con i voti degli elettori che quattro anni fa avevano dato fiducia a Renzi e che poi si sono rifugiati in Di Maio e soci quando hanno capito di aver malriposto questa stessa fiducia”.

In compenso la Lega continua ad avanzare. La preoccupano i possibili effetti che un rafforzamento di Salvini potrebbe comportare nel Governo?

“A me preoccupa l’avanzata della destra che sta sommergendo l’Europa, dalla Germania alla Baviera finendo con i Paesi dell’Est che sciaguratamente sono stati ammessi nell’ Unione Europea senza la minima prudenza”.

Però è chiaro che adesso Salvini non potrà che continuare con la politica della voce grossa verso l’Europa, dei respingimenti, dei blocchi delle navi Ong che tanto consenso gli stanno portando. O no?

“Salvini avrà successo perché la sua voce in questo momento domina in Europa. I salviniani stanno ovunque, a Vienna come a Monaco e in tutti i paesi dell’Est. Siamo di fronte ad un’ondata alla quale bisognerebbe reagire con forza, ma la sinistra europea sta con il sedere a terra. Quindi all’orizzonte vedo soltanto un rafforzamento delle destre ovunque, con tanti Salvini che si moltiplicheranno a dismisura”.

Il M5S però sembra aver perso parte del consenso a sinistra in seguito all’alleanza con il Carroccio. Questo dicono i sondaggi. Potrebbero essere loro a fare da argine nel Governo al temuto strapotere di Salvini?

“Non credo proprio. Il Movimento 5Stelle ha avuto il grande merito di aver fatto fino ad oggi da argine all’avanzata dell’estremismo di destra e questo gli deve essere riconosciuto senza ombra di dubbio. Senza i 5S il fenomeno Salvini sarebbe esploso già molto tempo fa. Oggi però avendo scelto di allearsi con il Carroccio per andare al governo costi quel che costi, credo che sarà molto più difficile per loro poter frenare l’avanzata della destra. Anche perché l’elettorato dei 5S, diversamente da quello della Lega, è estremante labile. E’ un voto di opinione senza un reale radicamento territoriale, quindi sottoposto al cambio di umore degli italiani”.

Per il Governo Conte quale futuro prevede?

“Prevedo un Governo sempre più egemonizzato e indirizzato da Salvini, almeno fino a quando non esploderanno contraddizioni tali da mettere in crisi l’alleanza. Ma perché queste contraddizioni scoppino, sarà necessario che entri in campo una forza alternativa, sia in Italia che in Europa, che al momento non si intravede neppure lontanamente”. 

Condividi!

Tagged