Ballottaggi, vince la Lega anche in Toscana. Scontro Calenda e Martina

Politica

Ballottaggi disastrosi per il Pd. L’allarme suona e qualcuno risponde. “Andare avanti così non si può” secondo l’ex ministro dello Sviluppo Economico.”Le sconfitte ai ballottaggi, pesantissime anche da un punto di vista simbolico, danno l’idea di un centro sinistra che sta uscendo dalla storia dell’Italia mentre ne avremmo più bisogno” ha scritto su facebook Carlo Calenda (Pd) che aggiunge come dal 5 marzo abbiano navigato a vista senza un progetto.

“Dobbiamo cambiare tutto – avverte – linguaggio, idee, persone e organizzazione. Andando oltre il Pd e aggregando in un ampio Fronte Repubblicano tutte le forze politiche, civiche e associative che si vogliono impegnare per sostenere una proposta alternativa ai partiti che fanno parte di questo Governo. Occorre partire subito. Le elezioni politiche potrebbero non essere così lontane. È ora di darsi una mossa”.

E ora che il Pd è schiacciato dalla forza Lega avrà trovato l’unione necessaria per sconfiggere Golia? No, non solo è piccolo ma anche frantumato. “Con Carlo Calenda sono d’accordo sul lavoro di ripensamento complessivo, ma non sul superare il Pd” ha risposto Maurizio Martina, segretario reggente del Pd, a Circo Massimo su Radio Capital.

“Tutte le proposte – ha aggiunto rispondendo alla sollecitazione interna dell’ex ministro – devono avere un perno centrale. Credo nella ricostruzione di un campo progressista con il Pd al centro. Faremo un’assemblea a luglio e decideremo il percorso. Abbiamo tanto da cambiare, inutile negarlo. Primarie? Ci sono nel nostro statuto, sceglieremo il segretario con questo strumento che per me è un valore”.

Ma una strategia, a breve c’è già. Il Partito Democratico deve svolgere “il proprio ruolo ‘federatore’ delle forze progressiste, ambientaliste, civiche, liberali e democratiche per un’Europa più equa, più giusta, più forte” ha detto il segretario reggente del Partito democratico su Il Corriere della Sera riferendosi alle prossime Europee.

Alle derive nazionaliste vuole contrapporre l’alternativa di un nuovo progetto sociale prima che politico coalizzando un fronte che sappia unire i Socialisti e Democratici alle forze che vogliono condurre insieme questo impegno. Peccato che il Pd sia ormai più liberale che sociale, e che la retromarcia sarebbe vistosa e rischierebbe di perdere molti imprenditori che oggi militano dalla sua parte. Oggi… domani è un altro giorno.

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