Francia-ballottaggi. Il “pro” a destra, il “contro” a sinistra. La vergogna della desistenza

mercoledì, 3 Luglio 2024
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Francia

Non sappiamo se questa volta funzionerà, ma è una costante. L’Ancien Regime, quando spira un vento rivoluzionario, si blinda al potere e usa ogni metodo per puntellarsi ed eternarsi. E’ la differenza tra il concetto giusto di élite, ossigeno della politica, e la casta, la parodia della democrazia, la metastasi della governabilità.

In questo momento storico, la sinistra politica, intellettuale, economica e giornalistica è indubbiamente “casta”. Ovunque. E ovunque si sta aggrappando in modo ossessivo e compulsivo a quel sistema di cui è espressione.

Le strategie sono note, scientifiche e consolidate nel tempo: c’è “la via giudiziaria”, reiterata quando perde democraticamente le elezioni.
C’è la “via mediatica”, che nel quadro di processi quotidiani di Norimberga (si legga spina nel fianco 24ore su 24), tende sempre a ridimensionare la vittoria della destra. Le frasi-mantra sono ripetitive e quasi stucchevoli: “non ha vinto la destra”, “ma ha perso la sinistra”; è “un voto di protesta”. Analisi e interpretazioni che servono unicamente a delegittimare gli avversari, non dando loro dignità di ruolo e di idee.
E c’è “la via istituzionale”: si chiamano fronti repubblicani, antifascisti, democratici.

Coalizioni eterogenee, armate Brancaleone solo per fermare il mostro, la dittatura in arrivo, caricatura orrifica applicata a ogni destra, sinonimo delle peggiori nefandezze.

Tutto ciò ha un’origine ben definita: la sinistra si ritiene per Dna l’incarnazione religiosa dell’etica, della morale, del bene, del paradiso sulla terra, della costituzione, dei diritti, dell’ambiente etc. E ovviamente, l’altra parte della mela è il male, l’inferno, il far west, l’egoismo, il nazionalismo, la guerra, la xenofobia, l’omofobia, l’ingiustizia, lo sfruttamento etc.

Qualche esempio? A Bruxelles, socialisti, liberali e popolari (l’Ancien regime), incuranti dell’esito elettorale che ha visto le destre trionfare, si sono assicurati velocemente le loro poltrone ribadendo la maggioranza-Ursula. Da noi dem e grillini (il campo largo diventato stretto), stanno organizzando un referendum contro l’autonomia differenziata, cui seguirà un altro contro la riforma Nordio. C’è molto di più di una semplice postura politica, il che sarebbe normale in una sana democrazia.

C’è una postura morale. Quel “contro” che porta in Francia (terzo esempio), in vista del 7 luglio, a imporre nei ballottaggi meccanismi di puro sabotaggio elettorale per evitare la vittoria della Le Pen.

Tradotto, l’effetto dell’alleanza innaturale scesa in campo in fretta e furia, tra macroniani liberal e populisti di sinistra. Accozzaglia di perdenti e di falliti (basta vedere il loro bilancio politico, che ha portato al primo turno tanti giovani e cittadini non di destra ad aggiungersi all’elettorato di destra), accorpati in un improbabile Fronte popolare che come termine non porta bene. In Italia nel 1948, tale alleanza è stata sconfitta dalla Dc.

Anche qui è il “contro” e non il “pro” che aggrega i più distanti: socialisti, liberal, radical, neo-post-comunisti, verdi, filo-palestinesi, anti-sionisti, ultra sionisti, ecologisti, capitalisti, filo-americani, anti-americani. Tutti insieme “contro” il Rassemblement National.

E le regole del ballottaggio francese, che di fatto ingessa ogni casta, calmierando scossoni “democratici” dal basso, offre loro un’opportunità da non perdere.

Si chiama desistenza. Sarebbero già 218 i candidati che si sono ritirati in vista del secondo turno delle legislative del 7 luglio; scelta congegnata per favorire il candidato unico di opposizione, non disperdendo i voti. Nella giornata di ieri “Le Monde” ha contato ben 218 “ritiri”, 130 dei quali da parte della sinistra e 82 nel campo della coalizione presidenziale (Ensemble).

Lo stratagemma funzionerà? Per decenni ha funzionato. Ma stavolta forse il vento è veramente cambiato. Già lo spostamento verso il Rn da parte dei gollisti, la dice lunga. Potrebbe essere il segno interessante di un auspicato superamento dei vecchi schemi.

Indovinata infatti, la comunicazione del giovane emergente Bardella: “Siamo noi il vero fronte repubblicano. Se i francesi lo vorranno, avremo una maggioranza assoluta. A differenza dei nostri avversari che vogliono solamente impedirci di vincere, noi abbiamo un’ambizione e un progetto per il Paese”.

Da un lato, “il contro” e dall’altro “il pro”. Vedremo se prevarrà il desiderio del nuovo o la paura del vecchio.

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