Orfini insiste: “Pd unica alternativa a Salvini”. Per Minniti è l’anno zero. Calenda aspetta

Politica

Solo la scorsa settimana, dopo le urne e il sonoro schiaffone degli italiani al Pd, Calenda ha chiesto di superare il partito, al quale si era da poco tesserato, con un fronte repubblicano che possa porsi come soggetto innovativo rispetto alla sfida che si sta delineando contro i sovranisti.

Oggi gli risponde, meglio di quanto abbiano fatto tanti altri, Matteo Orfini che parte proprio dalla sconfitta di domenica scorsa nelle amministrative definendola molto seria e molto grave e ammettendo che “occorre riflettere”.

Ma c’è un ma…

“Nonostante questo il Pd resta, con le tutte le ferite e le ammaccature, l’unica vera alternativa a una destra molto aggressiva, molto reazionaria, che sta governando il Paese e che ha come leader di fatto Matteo Salvini” ha dichiarato il presidente del Pd in una intervista a “6 su Radio 1”.

Il modello dal quale ripartire quale sarà? Per Orfini per ora sono in campo solo “proposte un po’ confuse” e il riferimento alla linea indicata da Zingaretti e Calenda di riprodurre per il Pd il “modello” Pizzarotti è chiaro.

“Noi dobbiamo capire – ha aggiunto il presidente del Pd – come rilanciare il progetto del Pd. Aprirlo, renderlo inclusivo, cambiare tutto quello che va cambiato sia nella forma organizzativa che nelle classi dirigenti; ragioniamo, discutiamone insieme”.

L’ex ministro dell’Interno Minniti intanto da La7 virtualmente si inserisce parlando di Calenda, Zingaretti come di personalità importanti e che dicono molte cose condivisibili ma “di fronte al nazionalpopulismo che c’è in Italia e che rischia di diventare endemico in Europa, il termine ‘democratico’ è quello che include di più per contrastarlo”.

Certo, dice Minniti, il “Pd va rovesciato come un calzino. Un partito è anche un canale di comunicazione con la società, e il Pd oggi non lo è. Dobbiamo mettere in campo l’anno zero del Partito Democratico, si ricostruisce completamente tutto”.

Per Orfini questo potrebbe anche avvenire ma “non risolveremo tutto sciogliendo con un tweet un partito. L’attuale classe dirigente dovrebbe fare un passo di lato? Ma questo è avvenuto. Abbiamo avuto un segretario che si è dimesso. Stiamo avviando, adesso decideremo con che tempi e modalità, una fase congressuale, che deciderà una nuova leadership. Ma voglio dire che le leadership si affermano, non vengono nominate da qualcuno, quindi nella sfida dell’opposizione emergeranno nuove leadership o si affermeranno vecchie leadership”.

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