Riforme a “campioni”, Grillo vuole sostituire le elezioni col sorteggio

Politica

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In una parola: “sortition”. Come un campionato di calcio. Niente elezioni, vecchie come i mobili della nonna, meglio il sorteggio ossia la selezione casuale per rinnovare e rendere davvero democratici i Parlamenti. L’idea è di Beppe Grillo, che vuole lo stop ai politici di professione.

Il futuro delle assemblee rappresentative per Grillo è chiaro. Lo scrive sul suo blog, parlando e spiegando “l’intuizione” di Brett Hennig, che teorizza la “selezione casuale” come mezzo per rinnovare e rendere davvero democratico l’esercizio della politica.

Sembra assurdo – riflette il fondatore M5s- ma pensateci un attimo. Le selezioni dovrebbe essere equa e rappresentativa del Paese. Il 50% sarebbero donne. Molti sarebbero giovani, alcuni vecchi, altri ricchi, ma la maggior parte di loro sarebbero gente comune. E quindi? Potrebbe obiettare qualche analista politico, 50% di donne significa anche capacità personali e competenza? Il bene comune lo perseguono solo i giovani?

Il ragionamento dell’ex comico però continua con un’aspirazione, un sogno a occhi aperti.

“Sarebbe un microcosmo della società. Tuttavia, ci sarebbe un importante effetto collaterale: se sostituissimo le elezioni con il sorteggio e rendessimo il nostro parlamento veramente rappresentativo della società, significherebbe la fine dei politici e della politica come l’abbiamo sempre pensata. Non è così pazza come idea. La selezione casuale è stata un elemento chiave del modo in cui si è svolta la democrazia nell’antica Atene”, dove le elezioni erano considerate dei “dispositivi aristocratici” e che “i politici di carriera erano una cosa da evitare”. Il ‘laboratorio’ per l’applicazione di questa teoria, potrebbe essere il Senato.

Insomma il problema è solo l’estabilshment, per il resto il Paese andrebbe fortissimo… Ma con un azzardo ancora: “Il primo passo sarebbe una seconda camera nel nostro parlamento (…) un senato dei cittadini, se volete”.

 

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