Sentenza fondi Lega, polemiche e querele. Cosa succede, pacchia finita?

Politica

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La sentenza della Cassazione ha stabilito il sequestro di 49 milioni di euro alla Lega (finora sarebbero stati bloccati, secondo fonti Ansa, un milione e mezzo di euro: complessivamente sono stati trovati 3 milioni e 150 mila euro) “per un accanimento da parte della magistratura che sa di politica” secondo il capogruppo della Lega in consiglio regionale del Veneto, Nicola Finco, come riporta Dire.

IL FATTO: “Ovunque venga rinvenuta e presso chiunque” qualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord – su conti bancari, libretti, depositi – deve essere sequestrata fino a raggiungere 49 milioni di euro, il provento della truffa allo Stato per la quale è stato condannato in primo grado l’ex leader leghista Umberto Bossi. A ordinarlo è la Cassazione nelle motivazioni che accolgono il ricorso del pm di Genova contro Matteo Salvini, contrario ai sequestri a ‘tappeto’.

LA REAZIONE: “Ci dovrebbero spiegare come mai 49 milioni, da dove salta fuori questa cifra”, ha continuato a polemizzare Finco aspettando di “avere la sentenza in mano” per poi capire come muoversi, dal momento che “la giustizia funziona così bene in questo Paese che noi sappiamo della sentenza dalle agenzie e non dalla Cassazione”. In ogni caso si tratta di “una cosa vergognosa, specie pensando al Veneto, dove il partito sta su solo grazie agli eletti che contribuiscono ogni mese” per il capogruppo della Lega in consiglio regionale del Veneto.

POLEMICHE: Mentre Finco parlava così e veniva ripreso dalle agenzie, è sbucata anche la notizia che fossero in fase di perfezionamento e stesura decine di querele nei confronti di chi parlava “a sproposito” di soldi rubati dalla Lega. Lo aveva fatto sapere il partito di via Bellerio. Certo, il sequestro preventivo di 49 milioni di euro al Movimento disposto dal Tribunale di Genova nell’ambito della vicenda delle irregolarità nei rimborsi riscontrate negli anni di gestione precedenti al leader attuale, agita non poco le acque finora tranquillissime di Matteo Salvini.

POLEMICHE: Durissimi gli attacchi che nel frattempo ha ricevuto il Carroccio, dal capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci che afferma che “la Cassazione di fatto dice a Salvini che è finita la pacchia” e avverte che “il Pd ha già presentato un’interrogazione urgente del collega Parrini” al collega Anzaldi che chiede a Salvini perché “non si è costituito parte civile nel processo di Genova”.

Più articolato e rivolto al Movimento 5 Stelle il comunicato di Fiano: “Il Partito Democratico ha presentato il 20 Giugno un’interpellanza urgente per saper dalla viva voce del segretario della Lega o da chi per esso rappresentante del Governo voglia rispondere, circa le ipotesi di stampa, ovviamente da verificare, sulla sorte di una parte del patrimonio non più reperibile della Lega, oggetto di una sentenza, di cui la magistratura, come confermato oggi dalla Cassazione, secondo le note d’agenzia, conferma il decreto di sequestro già emesso a settembre” ha scritto su Facebook.

“Non solo nessuno ha per adesso sentito il bisogno di rispondere  ma – aggiunge Fiano – ora il tesoriere della Lega ipotizza che il motivo dell’azione della magistratura potrebbe essere il fastidio procurato dal governo della Lega.  Dunque chiediamo, il parlamentare Centemero, tesoriere della Lega, ipotizza che la Cassazione agisca sulla base di indirizzo politici? E’ questa la posizione anche del governo? E i Cinque Stelle, quelli di ‘Onestà Onestà’ non hanno nulla da dire di questo attacco alla magistratura? E della vicenda? Il vostro silenzio fa molto rumore”.

Intanto Salvini è andato sereno in tv, dove ha partecipato a un siparietto con Enrico Mentana durante il lancio, nel Tg La7, della trasmissione ‘In onda’, con ospite il vice premier. Quando David Parenzo ha ricordato che era attuale la decisione della Cassazione che imponeva alla Lega di restituire 49 milioni di euro, il direttore del Tg La7 ha replicato: “Perquisitelo!“. E Salvini, scuotendo la mano con il pollice e l’indice alzati, fa il segno di chi dice “non c’è un soldo…”. A ‘In onda’ su La7 ha poi rincarato la dose: “49 milioni non ci sono. Posso fare una colletta. E’ un processo politico su fatti di più dieci anni fa su soldi che non ho mai visto. Posso portare i soldi datici dai pensionati a Pontida per comprare magliette, cappellini e patatine fritte”.

Sicuramente non è apparso disteso come sempre, la stanchezza ieri sera è stata visibile.

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