Martin Schulz suona l’allarme Ue: “Un’insurrezione della decenza” delle sinistre liberali

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Salvini, Strache, Kurz, Orbán e gli altri populisti di destra vogliono far fallire la Ue. Ce la stanno mettendo tutta le opposizioni “extra-parlamentari” per dare un colpo alla Lega e riuscire nell’operazione, anche mediatica, di fermare l’avanzata populista giallo-verde.

Scende in campo, dopo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha chiesto maggiore responsabilità di tutti, anche Martin Schulz, ex leader della Spd, dalle pagine di Repubblica. L’appello è alle forze socialdemocratiche, progressiste, liberali e umanistiche in Europa: “Le destre si sono organizzate. C’è da un pezzo un movimento antieuropeo, di destra, autoritario, antidemocratico e populista” occorre riconoscere il dato, innanzitutto.

Ma chi sono i nemici? Fa un nome prima degli altri. L’anti-europeista per eccellenza è “gente come Salvini”. Lui secondo Schulz “vuole distruggere l’Europa”, l’Europa dell’open society sia chiaro, non quella sociale e cristiana. Il tema non è tanto la verità dei fenomeni, quanto i rischi che si stanno correndo. E la necessità di costruire velocemente “una nuova resistenza”. E non a caso Lo Speciale usa questa immagine.

E’ Schulz stesso che spiega come questi destrorsi siano per lui “gli stessi che all’inizio del XX secolo puntavano ad aizzare i popoli gli uni contro gli altri. La retorica antieuropea e la rinazionalizzazione drammatica della politica ci spingeranno nell’abisso”.

“Anche in Germania –  ha aggiunto – abbiamo un governatore della Baviera, il signor Söder, un populista di destra che persegue questo scopo”. Parla della fine del multilateralismo, e in un periodo in cui è fondamentale uno sviluppo del multilateralismo secondo lui.

L’appello di Schulz è anche a un’insurrezione della decenza, usa esattamente queste parole, e ricorda il filosofo Edmund Burke: “Per far vincere il male, è sufficiente che i buoni non facciano nulla”. Dobbiamo mobilitarci, creare un vero movimento proeuropeo di sinistra”.

“E’ fascistoide – conclude Schulz – che il ministro dell’Interno possa voler registrare i Rom in Italia. E’ in atto un imbarbarimento del linguaggio politico: ogni forma di solidarietà, rispetto e dignità vengono distrutte. Questo significa la fine della democrazia. Per un certo periodo, è stato un fenomeno marginale. Ma ora è nel cuore delle democrazie parlamentari e dei governi. + pericoloso”.

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