S-Fondi la Lega. “Non può essere chiusa” ma Mattarella non parla

Politica

Non usa giri di parole il tesoriere della Lega, Giulio Centemero, parlando al ‘Messaggero’ dell’inchiesta sui fondi della Lega che ha portato alla sentenza che ordina la restituzione di 49 milioni di euro da parte del partito.

Una cifra esorbitante, per i leghisti frutto di una sentenza politica, e riconducibile a una gestione passata legata ai tempi di Bossi leader. La situazione è incandescente, gli ex padani rischiano di “saltare” anche se il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini su Facebook, postando una sua intervista video dal Viminale, si è detto “contento dei miei primi 35 giorni al governoe mostrato sereno e sorridente. 

Ma c’è chi svela l’ansia e la preoccupazione.

“Noi siamo campioni a fare le cose a costo zero, ma così partiamo con le stampelle rispetto agli altri movimenti politici. Di sicuro se continuano con il sequestro ci ritroviamo senza soldi” ha dichiarato il Tesoriere al Messaggero.  “La parte offesa – ha aggiunto – in questo procedimento è sempre stata la Lega, i Pm dovrebbero difenderci”.

Centemero espone poi la tesi leghista: “Si dice che quei 49 milioni per i quali si chiede il sequestro siano proventi di un reato ma non è così”, perchè il finanziamento “veniva erogato in base ai voti ottenuti” e peraltro “le commissioni parlamentari non ci hanno mai contestato nulla”.

Per il tesoriere poi ora è tempo di intervento, quello di Mattarella: “Il capo dello Stato è il garante della Costituzione. Non può essere chiuso così un movimento politico”.

Insomma avete capito? Il rischio è di abbassare le serrande, quasi fosse un negozio fallito, arrivederci e grazie. E il M5s “giustizialista” come si sta smarcando? “Al momento non vedo imbarazzo, semmai lo riscontro su altro. La magistratura farà il suo corso, ognuno pagherà per le proprie responsabilità”. ha detto la senatrice M5S Paola Nugnes intervistata dal ‘Corriere della Sera’.

Però una crepa si intravede, e la spiega la stessa Nugnes: “E’ chiaro che a casa sua in compagnia di amici Salvini si può sfogare e dire qualsiasi cosa, siamo nell’ambito della libertà di pensiero e di parola. Da ministro dell’Interno, però, il discorso cambia, non può dire quelle cose. Non sto né con i giudici né con i ministri, se un giudice entrasse nelle competenze di un ministro sbaglierebbe. E viceversa”.

Sarà il presidente Mattarella a decidere se c’è in ballo la “libertà d’espressione, la democrazia o è tutto normale” come lo invitava a parlare Salvini o se ne terrà ben fuori come sta facendo per ora? Pare che il Capo dello Stato (che per ora ha scelto il silenzio) sia molto indignato con il vice premier leghista per essere stato tirato in ballo.

D’altronde la presidenza di Mattarella non è mai stata in discesa, sta avendo più grane lui del predecessore, e sul piatto della bilancia delle sue decisioni pesa molto il grande consenso politico dei populisti. Un consenso che cresce, cresce, cresce.

 

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