Cattolici sempre più “odiosi”, come si è arrivati a non essere rispettati e a non rispettarci

In Rilievo

“Non bisogna aver paura dei cattolici non praticanti, ma dei praticanti non cattolici”. Il grande cardinale Biffi aveva avvertito tutti. I peggiori nemici dei cattolici, si potrebbe tradurre, sono i cattolici stessi.

Personalmente giudicano, professionalmente si sfidano a colpi di ambizioni insane, politicamente si dividono. E tutto questo non è in linea con le loro predicazioni. Così sono diventati odiosi alla storia, e sono odiosi nel presente. Il cattolicesimo è religione, è universalità, ma la divisione è ormai la sua condizione stabile, in qualunque ambito la fede si declini, dal sociale al professionale, dalla Dottrina al “confessionale”.

Non si può che assistere con estrema desolazione al grande inganno in cui cadono proprio quelli che dicono di rifarsi al bene. Benedetto colui che ha imparato ad ammirare ma non invidiare, a seguire ma non imitare, a lodare ma non lusingare, a guidare ma non manipolare’, spiegava William Arthur Ward, metodista, benedicendo semplicemente il buon senso. E tale misura basterebbe applicare per vivere in santa pace, ma i cattolici no, vogliono metterci del loro. E lì nasce il dramma.

Il problema della maggior parte di loro è che preferiscono essere rovinati dalla lode che salvati dalla critica, ed è una carenza di prospettiva che alla fine, inesorabilmente, scende come condanna su di loro, perché le leggi di natura non sono scritte (sono invisibili) ma accerchiano l’uomo fino a quando non va a sbattergli addosso.

Basterebbe aver affinato i doni dello Spirito per capire dove fermarsi, come agire nell’ambito del possibile e non dell’ideale, altra grande tentazione cattolica.

Il problema del mondo nasce dall’orgoglio e i cattolici non ne sono esenti, ma saggio è quel detto che spiega che quando attorno a un uomo ci sono dieci che lo lodano sicuramente ci sono dei falsi, ma ancora più sicuramente c’è uno sciocco: colui che non si insospettisce per i troppi elogi.

E la verità è che finora sono stati vittime di troppe crociate e troppi silenzi, troppe ambizioni e troppo servilismo, troppe preghiere e poche azioni, tante azioni e poche preghiere. Insomma, non sono meglio degli altri, anzi.

Da questa storia triste, nasce l’accusa di Freud sul nemico che è il cattolicesimo, “avido di potere, oscurantista, assetato di sangue. Non ha mai esitato a creare martiri della conoscenza ogni volta che si è trovato in posizioni di potere”. Questa è l’immagine che è stata riflessa dallo specchio e che continua ad essere rimbalzata agli altri. Tutta colpa dei massoni? Ma per carità, tutta colpa di poca fede, imputabile non certo a chi è esterno.

Se non riescono ad arrivarci col cuore, che dovrebbe essere “tenero”, almeno ci arrivino con la coscienza, o queste macerie gli saranno tutte contate e peseranno il doppio che agli altri, preparando un abisso qui in terra e altrove.

 

 

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