Salvini: ‘Minaccino, non mi fermo’. Dai migranti alle pensioni fino alla crisi argentina

Economia Politica

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Possono minacciarmi, ma io non mi fermo! E’ il motto di Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno,che su Facebook ha annunciato la sua ultima mossa: “Grazie all’intervento deciso mio e del governo le navi delle Ong sono finalmente lontane dagli scafisti. Ora sto lavorando perchè anche le altre navi, private o militari, non aiutino i trafficanti di esseri umani a guadagnare altri soldi. Meno partenze significa meno morti in mare”.

Ma non solo in tema di immigrazione gli avvisi sono molteplici come le iniziative contro (si pensi alle magliette rosse e oggi alle 10 mila cartoline), il governo in trincea combatte contro più focolai.

Sul fronte economico gli avvertimenti sono all’ordine del giorno. La “scelta strategica” dell’Italia deve essere di “partecipare maggiormente all’Unione Europea” con un “maggior impegno nelle responsabilità comuni” altrimenti la nostra economia “potrebbe finire nei gorghi di un nazionalismo mediterraneo molto simile a quelli sudamericani” ha lanciato l’allarme il presidente Abi Antonio Patuelli nel suo intervento all’assemblea dell’associazione.

Patuelli ha ricordato come in Argentina “il tasso di sconto abbia raggiunto il 40% e con la lira italiana negli anni ’80 il tasso di sconto fu anche del 19%”. Insomma, uno scenario che non lascia dormire sonni tranquilli, tanto più che le banche italiane, dice Patuelli, stanno “proseguendo i grandi sforzi e progressi” per la ripresa e l’opera di riduzione dei crediti deteriorati, passati in due anni da 200 a 135 miliardi ma “ogni aumento dello spread impatta su Stato, banche, imprese e famiglie rallentando la ripresa”.

Su twitter l’economista Antonio Maria Rinaldi, vicino a Paolo Savona che scelse il suo sito Scenarieconomici per rassicurare i mercati sugli intenti supposti dai media di voler uscire dall’euro, lo ha attaccato subito scrivendo: “Quando si dice che uno ha capito tutto!!!”.

E la “minaccia” è sempre la stessa da parte dell’estabilishment, che manda a Salvini messaggi in tutte le salse: per diminuire la pressione fiscale si deve ridurre il debito pubblico o salta tutto. Accogliere i migranti o le pensioni non ci saranno per tutti i cittadini etc… Insomma, tutti lo avvertono, lui tira dritto senza filarsi nessuno. Fino a quando?

 

 

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