Vitalizi, la prima prova del governo giallo-verde. Di Maio avverte la Lega

Politica

Luigi Di Maio non sta nella pelle. Oggi il Movimento 5 Stelle taglia i vitalizi, con decurtazioni previste fino all’80%. E’ “una giornata storica, almeno per il simbolo che rappresenta questa decisione che dopo oltre 30 anni sancisce un principio chiaro, se hai versato i contributi allora il vitalizio ti spetta, se non hai versato no” ha detto il vice premier intervistato durante Uno Mattina.

Per i grillini si tratta di un principio di giustizia, ma non nascondono che ci sia ancora molto da fare nella lotta ai privilegi, i cui fruitori non staranno certo a guardare. “Mi avevano sempre detto che non si poteva fare. Siamo arrivati noi – ha ricordato Di Maio – e in meno di 100 giorni li abbiamo tagliati” ha dichiarato Di Maio sfidandoli, come a dire, noi intanto tagliamo voi state a guardare.

Ma ad Agorà, stamattina, girava un’ipotesi diversa che sembrava prendere piede: uno scambio voucher-vitalizi. Subito bocciato, e senza tentennamenti, dal ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio con queste parole: “E’ inopportuno parlare di scambio, anche perchè stiamo parlando di due cose totalmente differenti”.

Però la prova del voto in Parlamento va superata. E qui la strada che sembra tutta in discesa, anzi, potrebbe presentare qualche buca agevolatrice di scivoloni. Se il Carroccio oggi alla Camera non dovesse votare la delibera sul taglio ai vitalizi “sarebbe un suicidio politico” dice il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico a Il Fatto Quotidiano pur tuttavia dicendo subito che non accadrà e “sarà bye bye vitalizi”.

E’ una questione di “ore”, ormai, la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del decreto dignità: “Ci sono tante pastoie burocratiche, bollini da mettere. Ma arriverà” ha detto Di Maio, che in tema voucher ha avvertito che “vanno ripristinati per specifiche mansioni e tempistiche. Quindi per i lavori domestici e per il settore agricolo. Per il turismo si vedrà”.

Se da un lato Matteo con la lotta agli sbarchi sta conquistando i favori europei, e costruendo un nuovo asse con Germania e Austria, sul fronte economico Luigi non vuole essere da meno. Mettendo a segno questi obiettivi, compreso il contrasto al gioco d’azzardo legato al tema del divieto di pubblicità, resta altamente competitivo col collega con il quale ormai, a livello di sondaggi, gareggia testa a testa. Una competizione sana e positiva finora, che sta favorendo solo l’Italia.

Vogliono eliminare i privilegi e rafforzare i diritti? Il popolo, se continuano così, in stragrande maggioranza ormai è con loro.

Condividi!

Tagged