Nave Diciotti, parla G. Chiesa: “Perché non è più tempo di metodi convenzionali”

Interviste

La nave Diciotti della Guardia Costiera italiana ha potuto sbarcare i migranti raccolti dal mercantile Vos Thalassa nel porto di Trapani dopo l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che avrebbe spinto il premier Giuseppe Conte ad autorizzare lo sbarco nonostante il No del ministro Salvini. Sulla vicenda è intervenuto il giornalista Giulietto Chiesa intervistato da Lo Speciale. Restano ora da accertare gli eventuali reati commessi da alcuni migranti salvati dalla Vos Thalassa, che sarebbe stata costretta con la violenza ad invertire la rotta: invece che recarsi in Libia come stabilito, il comandante sarebbe stato obbligato dalle minacce di due o più migranti, a dirottare verso le coste italiane e a chiedere il soccorso della nave Diciotti.

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La nave Diciotti ha ottenuto dal premier Conte il permesso di sbarcare i migranti a Trapani dopo l’intervento del Presidente Mattarella. E’ stata sconfessata la linea Salvini?

Salvini sta portando avanti una strategia ben precisa che per lui è estremamente vantaggiosa. Possiamo discutere sulle modalità che usa, ma non c’è dubbio sul fatto che questo problema dell’immigrazione non sia stato risolto e non si risolverà con metodi convenzionali. Bisogna trovare in questo contesto la soluzione migliore e più umana. Non sono in grado di dire quali possano essere le soluzioni migliori nell’immediato, ma è evidente che una serie di misure anche drastiche vadano prese al più presto, per limitare un fenomeno che sta debordando enormemente da quello che dovrebbe essere un regolare flusso migratorio determinato da esigenze di carattere umanitario. Siamo in presenza di un qualcosa che prevedibilmente si estenderà e che va fermato. Dovrebbe pensarci l’Unione europea ma abbiamo visto che non è in grado di prendere decisioni comuni. L’Italia quindi deve fare da sola. Non ci sono alternative”. 

La magistratura sta cercando di appurare cosa sia avvenuto a bordo della Vos Thalassa, ma resta il fatto che questa ha cambiato rotta dirigendosi verso l’Italia. Non si rischia di costituire un precedente ora, e far passare il messaggio che con la violenza i migranti possono arrivare dove vogliono sfidando la chiusura dei porti?

“Questo è uno dei problemi. Quello che sta accadendo mi sembra stia assumendo un forte carattere politico. Ci sono forze che incrementano, che soffiano sul fuoco, che aiutano e promuovono questo tipo di operazioni. Non credo si tratti di gesti spontanei ma di cose organizzate, e bisognerebbe scoprire da chi. Questa situazione assume il carattere dell’offensiva contro il Governo italiano e il ministro Salvini in particolare, che pur commettendo errori, sta cercando di affrontare il problema in maniera lungimirante, facendo in modo che le decisioni di oggi determinino il futuro. Se non ci saranno, quello che potrà accadere in seguito, potrebbe essere molto difficile da gestire”.

Salvini gode di un ampio consenso ma c’è chi fa analogie con il fascismo sostenendo che anche Mussolini ne aveva molto. Come dire: il consenso non conta ed è pericoloso. In questo modo non si rischia di imporre come giuste a prescindere, posizioni minoritarie soltanto sulla base di una presunzione intellettuale?

“Mi sembra un messaggio ipocrita e strumentale. Nessuno ha chiesto il parere degli italiani quando siamo andati a bombardare la Libia, né il presidente della Repubblica dell’epoca ha fatto nulla per impedire questa nefasta soluzione che invece ha sostenuto sulla base dell’appartenenza alla Nato. Sostenere che il consenso non significa nulla perché anche il fascismo ne godeva, equivale a dire una cosa agghiacciante, ossia che quando i popoli esprimono pareri contro delle élite minoritarie e feroci, commettono un errore. La trovo una manovra spregevole volta a strumentalizzare e manipolare il buon cuore e i sentimenti degli italiani per condurre la battaglia contro il Governo”. 

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