Quelli che contestano la Chicco e quelli che la difendono – VIDEO

Politica

“Quelli che ora contestano la Chicco per aver osato ricordare di fare figli per ridare all’Italia il posto che le compete nel mondo, sono gli stessi che chiedono più immigrati perché in Italia non si fanno figli? Corto circuito di pensiero?” scrive su twitter Don_Lazzara, sintetizzando al meglio una buona parte dei commenti che si leggono su twitter.

L’accusa rivolta alla pubblicità è di aver proposto alle coppie di fare figli (cosa c’è di sensazionale da parte di un’azienda che produce prodotti per bambini?) e di farli per la crescita del Paese alla fine, per ritornare la grande Italia di un tempo. Il problema è che emoziona troppo forse, è troppo epica, e dire questo – oggi – significa essere fascisti. Per le associazioni gay poi questo video sarebbe da censurare perché omofobo e discriminante.

Subito pronta la risposta dei social, che accusano certi pensatori di indossare la maglietta rossa, di fare selfies, di professarsi paladini dei diritti umani, ma: “- odiano chi crea uno spot “nazionalista”, seppur con bambini anche di colore; – definiscono “fascista” la famiglia tradizionale”, scrive Luna Storta.

Insomma lo spot della Chicco che esorta gli italiani a fare figli per la patria è finito di diritto nel ciclone della lobby gay come fu per la pasta della Barilla. Vi ricordate il caso? Alla fine dallo scandalo (in un’intervista Guido Barilla rispondeva così ai microfoni di Radio24 sulla possibilità di spot con i gay: “Non faremo pubblicità con omosessuali perché a noi piace la famiglia tradizionale”) il brand era diventato gay friendly.

Succederà lo stesso perla Chicco? Anche stavolta infatti ci sono stati inviti al boicottaggio verso l’azienda.

Una domanda rimane di sfondo: affittare un utero per figli, quello invece sarebbe auspicabile e reclamizzarlo sarebbe una conquista civile? C’è chi ricorda a tutti in rete, prendendola a ridere, che una sana tr… tra marito e moglie non ha mai ucciso nessuno.

E forse è meglio chiuderla così questa polemica, col sorriso in bocca.

 

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