A tutto Conte: migranti, pace fiscale e quei “silenzi virtuosi”

Politica

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un’intervista al Fatto Quotidiano, ha lanciato e proposto il comitato di crisi europeo per gestire sbarchi e migranti.

Al direttore Marco Travaglio dice di aver scritto martedì la seconda lettera a “Juncker e Tusk per chiedere che quel che è avvenuto domenica”, cioè la suddivisione dei migranti, affinché “diventi una prassi, affidata non più alle nostre telefonate ai partner, ma a un gabinetto o comitato di crisi sotto l’egida della Commissione Ue, che poi si faccia mediatrice con i vari governi”, dichiara Conte.

In futuro “se altri Paesi extraeuropei accetteranno di creare non hotspot, ma ‘centri di protezione’ per esaminare le richieste di asilo, i veri profughi che avranno diritto di venire in Europa potremo portarli noi con corridoi umanitari, stroncando il traffico degli scafisti”.

Obiettivo primo: stabilizzare la Libia.

“Vedrò anche Haftar. In autunno organizzerò qui in Italia una conferenza sulla Libia”. A Macron, dice Conte, “l’ho detto fin dal G7: l’obiettivo non sono le elezioni in Libia entro dicembre, ma la stabilizzazione del Paese: senza, le elezioni possono diventare un boomerang” ha assicurato.

Ministro Tria

Non elude le domande sul ministro Tria ritenuto dai mass media in bilico: “Lui è il Cerbero che deve far di conto. E’ il suo mestiere, nessun allarme” – e che la moneta unica “è irreversibile. Io lavoro al Cigno Bianco, cioè ad agire con responsabilità per prevenire con la stabilità dei conti qualunque valutazione di inaffidabilità che possa innescare tempeste finanziarie”.

Pace fiscale

“Giuro che non ci saranno condoni. Siccome abbiamo in cantiere una riforma organica, direi rivoluzionaria, del fisco basata su due aliquote e una no tax area, consentiremo a chi ha col fisco pendenze senza colpa di azzerarle”, dichiara Conte. “La Costituzione impone giustamente la progressività fiscale. E noi la rispetteremo”. Quanto alla legittima difesa, “vogliamo solo risparmiare a chi davvero spara per difendersi il calvario dei vari gradi di giudizio. Non daremo incentivi a farsi giustizia da soli o ad armarsi tutti”.

I due vice premier

Quanto a Di Maio e Salvini, “avere al mio fianco i due leader dei partiti di maggioranza è un vantaggio, perché mi evita le liturgie dei vertici di coalizione”. E Grillo? “L’ho incontrato una volta, in campagna elettorale. Mi ha detto: ‘Ah, tu fra tutti sei quello normale'”. Conte spiega di ispirarsi ad Aldo Moro. In passato “votai l’Ulivo di Prodi, una volta credo i centristi (mai Fi né An). E il Pd fino al 2013. Ma poi, deluso, mi sono ravveduto. Nel 2018 ho votato M5s”.

Cosa pensa di Salvini? “Non parliamo di scelte lessicali – dice – ma non mi pare una persona indifferente a certi valori. Parla per noi la nostra politica, finalizzata a ridurre le partenze e dunque i morti in mare, evitando di metterci ogni volta dinanzi a un drammatico dilemma morale. Se poi – come confido avverrà – altri Paesi extraeuropei accetteranno di creare non hotspot, ma ‘centri di protezione’ per esaminare le  richieste di asilo, i veri profughi che avranno diritto di venire in Europa potremo portarli direttamente noi, con corridoi umanitari, stroncando il traffico degli scafisti”.

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