Boeri-Di Maio, la polemica si alza. Espressioni forti e accuse reciproche

Politica

L’ira di Gentiloni sulle parole di Salvini su Boeri che “fanno paura”. Poi ieri in audizione alla Camera con altrettanta veemenza il presidente dell’Inps non le ha mandate a dire a Di Maio & Co. E alla fine della giornata una forte irritazione per i toni e i contenuti delle affermazioni rivolte da Boeri al ministro Di Maio, invece è quanto filtrava filtrava da palazzo Chigi dove fonti vicine al premier parlavano di “toni inaccettabili e di espressioni fuori luogo”.

Secondo le stesse fonti i toni sarebbero stati ancora più gravi proprio perché arrivavano da una figura che avrebbe dovuto mantenere un profilo squisitamente tecnico. Ma andiamo per ordine.

L’ex premier Paolo Gentiloni e il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia al museo MAXXI di Roma dovevano solo presentare il libro ‘Il lavoro del futuro’ di Luca De Biase, ma l’occasione era troppo ghiotta per non riprendere la polemica che ha tenuto banco questi giorni, quella tra il presidente dell’Inps e il vice premier Matteo Salvini seguita con toni sempre più accesi fino ad oggi e che ha coinvolto anche Di Maio.

In audizione alla Camera dei Deputati, il presidente dell’Inps Tito Boeri aveva parlato ieri di minacce “da chi dovrebbe garantire la sua sicurezza” e “di essere pronto a lasciare l’incarico” se le istituzioni lo ritenessero inadeguato.

Ed è a questo livello che si era inserito Paolo Gentiloni: “Se sento un ministro che dice che il presidente dell’Inps dovrebbe candidarsi e fare politica – ha detto – a me fa paura. Io ho vissuto un anno e mezzo con il presidente dell’Inps e i suoi dati non facevano il gioco del governo, così come l’Istat. Ma stiamo parlando del fondamento del funzionamento del sistema -ha spiegato l’ex premier-. Vorrei far sapere che pensare che con una nomina politica le cose cambierebbero è una pia illusione. Sarebbe bene risparmiare queste polemiche, dobbiamo avere rispetto per il lavoro fatto, non buttare via le cose a gambe all’aria”.

Poi ci sono quelle richieste di dimissioni online che Boeri proprio non ha mandato giù. “Io personalmente non sono affatto contrario allo spirito del provvedimento” ha detto, ma “questo non mi esime dal fare i conti con la realtà che, spesso, ci impone delle scelte”. Per l’economista affermare che le relazioni tecniche esprimono un giudizio politico, come ha fatto “il ministro Di Maio“, significa “perdere sempre più contatto con la crosta terrestre, mettersi in orbite lontane dal nostro pianeta”.

E qui la velata profezia che ha inviato al governo giallo-verde: “Un esercizio molto pericoloso perché, “prima o poi bisognerà spiegare ai cittadini quali sono i vincoli di cui è costellato il mondo reale”.

Insomma, nessuna pace fatta e molti nodi da sciogliere. Saranno dimissioni o licenziamento?

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