Cattolici e nazionalisti, parla Blondet: “Caro cardinal Marx, Wojtyla ti smentisce”

Interviste

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«Non si può essere al tempo stesso nazionalisti e cattolici». Lo afferma il cardinale Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, in una intervista al giornale tedesco Die Zeit nella quale parla di migranti, del futuro dell’Europa, del populismo e del diavolo. Il porporato arriva addirittura a considerare il populismo prodotto del demonio. “Il nemico della natura umana – dice Marx – è il diavolo, afferma Sant’Ignazio di Loyola, perché ci fa vedere l’altro come il nemico. Questo è anche l’effetto del populismo. Prima cerca di spaventarci, poi arrivano la sfiducia, l’invidia, l’inimicizia e l’odio e, infine, è possibile che arrivino anche la violenza e la guerra”. Una tesi respinta al mittente dallo scrittore Maurizio Blondet intervistato da Lo Speciale che si è spesso occupato dei rapporti fra Chiesa e politica.

Il cardinale Marx sostiene che non si possa essere cattolici e nazionalisti. Condivide?

“La nazione come tale è stata sempre riconosciuta dal Cristianesimo. Ora non capisco per quale motivo essere nazionalisti sia diventato addirittura un peccato mortale. A me sembra tanto una cosa assurda. La Chiesa ha sempre fatto distinzione fra l’amore per la patria e il nazionalismo come ideologia che si è andata formando nell’ottocento, questo è vero, ma in passato non ha mai protestato quando si sono formati gli Stati su base nazionale. Oggi lo fa di fronte ai Paesi che vogliono difendere i loro confini. Anche il Cristianesimo si è fatto globalista?”.

Per altro Marx parla del populismo come prodotto del diavolo. Sarebbe proprio quest’ultimo a fomentare certi movimenti facendo credere che l’altro, in questo caso l’immigrato, sia un nemico. E’ così?

“Mi fa male vedere la Chiesa sempre più in linea con il globalismo internazionale sul tema dell’immigrazione. Il cardinale Marx nell’attacare le forze populiste sembra andare a braccetto con il mondialismo internazionale, con quelle oligarchie finanziarie e quei poteri forti che vedono nel sovranismo un pericolo per la conservazione di certi loro privilegi. Diranno che sono complottista, ma io sono sempre più convinto che l’immigrazione sia il cavallo di Troia per disgregare l’Occidente e ricondurre tutti i popoli sotto un’unica grande regia globalista e globalizzata. In quest’ottica va anche inquadrato il tentativo di accomunare il sovranismo con il razzismo. Altra cosa che non sta in piedi”.

Perchè?

“Sul piano dottrinale e culturale un’accusa del genere secondo me non trova fondamento ed è poi smentita dai fatti. Ci costringono di fatto a sopportare dei rovesciamenti della realtà davvero spaventosi. E’ razzista chi come Orban chiude le frontiere e non lo sono gli israeliani che hanno proclamato con una legge ‘Israele stato-nazione del solo popolo ebreo’ E tutti gli altri? I cristiani e i musulmani che ci vivono?”.

Per altro avrà visto come negli ultimi tempi tanti preti e suore sono scesi in campo contro le politiche di Salvini con digiuni a staffetta e altre clamorose iniziative di protesta. Come commenta?

“Se è per questo ci sono state anche delle suore a detta delle quali le unioni gay andrebbero riconosciute come matrimonio in piena regola da celebrare in chiesa. Quindi perché sorprenderci se scendono in piazza contro Salvini e fanno politica? Faccio soltanto osservare che è inaccettabile far passare il messaggio che chi non vuole gli immigrati sia da destinare alla dannazione eterna. Ancora di più nel momento in cui appare sempre più chiaro che la stragrande maggioranza di quelli che arriva qui non scappa dalle guerre ma sono migranti economici. Tutto ciò mentre in Italia è triplicato il numero dei poveri. Io mi preoccuperei molto di più degli invalidi totali che ricevono 280 euro al mese. Credo che sarebbe vera carità cristiana occuparsi prima di tutto di loro”. 

Non c’è quindi incompatibilità alcuna fra l’essere cattolici e nazionalisti?

“Assolutamente no. Abbiamo avuto un Papa che è durato oltre venticinque anni ma che abbiamo già dimenticato, orgoglioso di rivendicare il suo essere polacco. Sto parlando naturalmente di Giovanni Paolo II. Poi c’è addirittura chi racconta che Bergoglio non avrebbe mai preso la cittadinanza vaticana mantenendo il passaporto argentino. Sarà vero?”.

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