Manovra, parla Blondet: “Alzare il deficit serve a poco. L’illusione dei sovranisti”

Interviste

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Di Maio e Salvini hanno vinto il braccio di ferro nel governo con il ministro dell’Economia Giovanni Tria e hanno imposto nella manovra un deficit al 2,4% per poter realizzare il contratto. Il titolare dell’Economia alla fine ha scelto di non dimettersi consigliato dal Presidente della Repubblica. Dall’Europa è stata manifestata irritazione per aver visto disattesi i diktat dei giorni scorsi espressi dal commissario per gli Affari economici della Ue Pierre Moscovici che aveva chiesto al governo di non superare il tetto del 2%. I mercati hanno reagito male, lo spread è schizzato a quota 265, Piazza Affari ha perso quasi il 3% andando a picco con le banche. C’è chi teme che si tratti di una dichiarazione di guerra, con l’obiettivo di ripetere un nuovo 2011. E’ concreto questo rischio? Lo Speciale lo ha chiesto allo scrittore e giornalista Maurizio Blondet che si è spesso occupato di esaminare l’influenza delle lobby finanziarie sui governi mondiali.

Dopo l’accordo di ieri nel governo sul deficit al 2,4% è partito l’attacco dello spread. I mercati hanno reagito male, l’Europa è insoddisfatta. Pensa che sia il preludio ad una nuova guerra tecnocratica nei confronti dell’Italia come nel 2011 contro il governo Berlusconi?

Spero vivamente di no. Tenga conto che lo spread non è che sia poi salito di molto, non sta ai livelli record del governo Berlusconi. Il problema è che in Italia la stragrande maggioranza dei media tifa per lo spread e quindi ad ogni minimo aumento ne fanno una tragedia. Io ho sentito il discorso di Moscovici dei giorni scorsi. La sensazione che ho avuto ascoltandolo, è che non abbiano alcun interesse a colpire più di tanto l’Italia”.

Cosa glielo fa pensare?

“Nella mente di Moscovici e degli altri burocrati europei, il governo italiano starebbe tirando la corda per farsi cacciare dall’Europa e questo li spingerebbe ad essere particolarmente prudenti e a non offrire a Lega ed M5S il pretesto per farlo. Mi sembra che in linea di massima l’orientamento prevalente sia quello di non forzare troppo la mano contro di noi. Quello che potrà succedere adesso tuttavia non lo so e fatico anche ad immaginarlo. Sono però convinto che il deficit al 2,4% non sia affatto sufficiente. In termini economici mi sembra poco”.

Come poco? Tria lo voleva addirittura all’1,6%.

Gentiloni e Renzi erano arrivati pure al 3% senza che nessuno dicesse nulla. E lo spread non mi pare salisse enormemente. Perché quindi dovrebbe salire oggi con il deficit al 2,4%? La verità è che lo spread è soltanto il frutto di artificiose e ben studiate manipolazioni dei mercati. Purtroppo la gente non capisce questo gioco e si fa confondere facilmente le idee. Detto questo ritengo che un deficit al 2,4% serva a poco, se non a dare un pò di reddito di cittadinanza. Ma non credo serva a creare infrastrutture. Sono quelle che danno sviluppo al Paese”.

Cosa manca quindi nella manovra?

“Mi sembra manchino gli investimenti. Non c’è un vero piano di rilancio. Il Movimento 5Stelle da questo punto di vista è molto debole, la crescita si ottiene facendo ripartire le infrastrutture e settori strategici come l’edilizia, non con l’assistenzialismo. Mi pare che l’obiettivo principale dei grillini sia stato quello di reperire le risorse per distribuire i soldi al Meridione. Una politica di brevissima durata e direi priva di una visione a lungo termine”. 

C’è chi accusa Salvini e Di Maio di aver sfidato l’Europa e imposto il deficit al 2,4% in previsione delle prossime elezioni europee. Punterebbero tutto su queste e l’aumento del deficit servirebbe a mantenere le promesse elettorali per aumentare il consenso e dare vita al fronte sovranista. Condivide?

“Ci può stare questa analisi, ma badi bene che le elezioni europee ci saranno fra otto mesi, non domani mattina, e otto mesi in politica sono un periodo relativamente lungo. Non mi sembra poi che questo progetto del fronte sovranista abbia grandi possibilità di riuscita. Tenga conto che in Francia, secondo gli ultimi sondaggi, il Fronte Nazionale di Marine Le Pen starebbe perdendo punti in favore del Partito Comunista di Melenchon. Gli scontenti che prima votavano l’estrema destra per protesta, si stanno spostando tutti verso l’estrema sinistra. Temo che i nostri sovranisti stiano facendo male i loro conti. In tutti i paesi europei lo sforamento del deficit serve per fare investimenti anti ciclici. Solo qui da noi questo non avviene”.

Dal governo rispondono che stanno realizzando quanto promesso agli elettori. In fondo il M5S ha vinto al sud grazie alla promessa del reddito di cittadinanza, come la Lega ha vinto al nord con la flat tax.

“La verità è che all’Italia manca una visione politico-industriale vera. Alla fine si finirà come con gli 80 euro di Renzi. Ma in questo modo si potrà aiutare la gente a pagare le bollette e le tasse, ma poi? Non è che questa politica potrà durare all’infinito. Se invece si facesse un programma di rilancio delle infrastrutture, sia materiali che tecnologiche, si creerebbe ricchezza per oggi e per il futuro. E’ giusto aiutare gli indigenti, ma quanto potrà andare avanti il reddito di cittadinanza? Fino a quando sarà possibile erogarlo? La verità è che sarebbe necessario recuperare la nostra sovranità monetaria mettendo la banca centrale nazionale in condizioni di stampare e far circolare denaro gratis. Oggi una cosa del genere sembrerebbe un’eresia, ma pochi sanno che tanto nel primo che nel secondo dopoguerra, con questo sistema abbiamo ricostruito il Paese. Oggi dipendiamo dalla moneta straniera e su questa non abbiamo alcun potere. Alzare il deficit è niente più di un inutile palliativo”.

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