Marchionne in fin di vita, Santanchè (FdI): “Prevale un odio che rischia di ucciderlo”

Interviste

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Sergio Marchionne è in fin di vita, ma nonostante ciò in queste ore non sembra prevalere in tutti quel senso di umana pietà dovuta a chi sta soffrendo e lottando con la morte. Infatti in alcuni avversari dell’ex Ad di Fca continua ad evidenziarsi un certo pregiudizio ideologico, che seppur non sfociato direttamente nell’esultanza (anche se pure quella sui social non è mancata) ha portato a criticare gli elogi giudicati eccessivi che dell’uomo e del manager si stanno scrivendo in queste ore. Lo Speciale ha chiesto al riguardo un commento all’onorevole Daniela Santanchè, parlamentare di Fratelli d’Italia ma prima ancora imprenditrice che conosce bene le regole di quel mercato all’interno del quale Marchionne si è mosso, finendo accusato di essere “troppo spregiudicato”. Ha fatto molto discutere nelle ultime ore un post del Governatore della Toscana Enrico Rossi che scrive: “I giornali esaltano le sue capacità di leader e di innovatore. Ma, nel rispetto della persona, non si deve dimenticare la residenza in Svizzera per pagare meno tasse, il Progetto Italia subito negato, il baricentro aziendale che si sposta in Usa, la sede legale di Fca in Olanda e quella fiscale a Londra”. Per poi concludere: “Marchionne era un manager capace, soprattutto per gli azionisti, ma certo poco o per niente attento alla storia e agli interessi industriali del Paese, il quale, d’altra parte, ha avuto una politica debole, priva di strategie industriali, che sostanzialmente ha lasciato fare”.

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Ha conosciuto Sergio Marchionne? Che giudizio si sente di dare dell’uomo e del manager?

“Un uomo di straordinarie capacità che ha saputo dimostrare con i risultati chi era davvero. In questo momento tutti, amici ed avversari, dovrebbero riconoscergli questo valore, ma vedo purtroppo che in questi giorni sta prevalendo un odio in rete che rischia di ucciderlo più della malattia”.

Ha fatto molto discutere il post del Governatore della Toscana Rossi. Lui non odia Marchionne e non gioisce, ma critica i toni troppo celebrativi di queste ore ed evidenzia quelli che a suo giudizio sarebbero i tanti aspetti negativi del manager. Come commenta?

“Oltre al commento di Rossi c’è stata anche la pagina de Il Manifesto. Francamente nel momento in cui una persona sta morendo, non capisco proprio come si faccia a non provare un senso di pietà capace di andare oltre le contrapposizioni ideologiche. Nessuno sta dicendo che tutti dobbiamo santificare Marchionne, ma sarebbe opportuno in certi casi restare in silenzio. Credo che umanamente occorra rispetto per il dolore delle persone quando stanno soffrendo di più”.

C’è però chi ritiene che certe critiche in rete sono pur sempre posizioni politiche che, pur apparendo irriverenti, restano pienamente legittime. Cosa pensa?

“Non credo proprio si possa parlare di una legittima posizione politica. Io ho tantissimi avversari, alcuni veri e propri nemici che mi odiano e me lo hanno dimostrato in più occasioni, ma non mi sognerei mai di criticarli quando stanno in fin di vita. Per me sarebbe come ucciderli, usando le parole come armi. Bisognerebbe pensare al dolore della famiglia e allo stato d’animo che certi commenti potrebbero provocare in un momento drammatico come quello che stanno vivendo”.

Resta il fatto che Marchionne è stato un personaggio che ha diviso profondamente l’opinione pubblica con le sue scelte aziendali. Obiettivamente cosa non l’ha convinta di come ha agito in questi anni?

“Marchionne ha sempre avuto una grandissima dote, lavorare molto e parlare poco. Poi giustamente è un manager che ha fatto gli interessi dell’Azienda che dirigeva. Comprendo perfettamente che il suo modo di operare e gestire le relazioni poteva apparire a molti inaccettabile, ma questo non giustifica quello che si sta leggendo in queste ore. Io non sto qui a dire che Marchionne, è un santo, e dal punto di vista politico possiamo anche essere d’accordo a criticare certe scelte che ha fatto. Dal punto di vista industriale però non possiamo non riconoscergli di essere stato bravissimo, visto che l’efficacia delle sue azioni è sempre stata sotto gli occhi di tutti. Non dimentichiamo che viviamo nel libero mercato e lui è stato un genio nel rimettere la Fiat in pista, stringendo le giuste alleanze, e risanando una grande industria che rischiava il fallimento”.

Molti stanno criticando il sostegno dato a Renzi. Lui stesso poi alla fine ammise di essere rimasto deluso dall’ex premier. Questa è stata una sua debolezza politica, o cosa?

“Non si può criticare Marchionne per questo, tanti italiani hanno creduto in Renzi e lo hanno sostenuto, ma non per questo hanno perso la loro credibilità. C’è stato un momento, soprattutto a ridosso delle elezioni europee del 2014, in cui tutti sembravano essere diventati renziani. Del resto l’ex premier era stato molto bravo a vendersi politicamente, questo gli va dato atto. Poi dopo ovviamente i risultati sono stati del tutto opposti alle aspettative. Naturale quindi che anche Marchionne abbia guardato con fiducia a quella fase. La differenza sostanziale sta nel fatto che Renzi i risultati li ha annunciati senza portarli, mentre Marchionne li ha centrati tutti”.

In conclusione cosa si sente di dire in questo momento?

“Sono vicina alla famiglia e invito tutti a rispettare il dolore dei parenti. Penso che in questo momento la cosa migliore da fare però sia rimanere in silenzio per consentire ai familiari di vivere questa tragico momento nella massima riservatezza e nel più profondo dell’ intimo”.

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