Salvini cita Mussolini. La strategia dell’ex comunista padano. E la sinistra ci casca

Politica

Salvini cita Mussolini e apriti cielo: la polemica è servita. E’ bastato un tweet dalla costa romagnola: “Tanti nemici, tanto onore!” per inasprire ancora di più le polemiche contro di lui. Che pare, lo rafforzino solamente, facendolo crescere nei consensi. E lui questo lo sa. E lo usa.

Quello che ancora non è chiaro è che gli attacchi (da quello di Famiglia Cristiana a quelli di Nina Zilli e Ghali) non fanno che rafforzarlo. E che la strategia che sta ponendo in essere è proprio quella di far “impazzire” gli avversari cercando di fargli perdere lucidità (tanto più che lui fascista non è mai stato, anzi era il comunista padano). E allora? E allora dall’assenza di lucidità altrui non fa che trarre più voti per sé e per i suoi con una spietata tattica di gioco.

Ed ecco qui, che proprio nel giorno della nascita del Duce, va a cercare gli attacchi dalla sinistra. E il primo che parte con l’attacco è Nicola Zingaretti (finendo inesorabilmente nella rete del leghista che vuol dimostrare quanto astratto sia oggi questo genere di polemica): “Mussolini ha distrutto e umiliato l’Italia con un drammatico prezzo di sangue. Se questo è l’obiettivo di Salvini, i suoi nemici sono gli italiani. Ma forse fa queste boutade per nascondere la verità: il governo, a parte le chiacchiere, è un fallimento”. Arriva anche Matteo Orfini a dar man forte al presidente della Regione Lazio (come se non fosse chiaro chi fosse il dittatore Mussolini e servisse la sinistra a ricordare per filo e per segno la storia): “Chi ha giurato sulla Costituzione nata dalla lotta antifascista non si deve permettere di rendere omaggio a Mussolini. Salvini si scusi. O se ne vada a fare il fascistello lontano dal ministero”.

Ma Salvini continua tranquillamente la sua strategia e polemizza con la Ue, dimostrando concretezza e voglia di commentare l’attualità, dando consigli a Theresa May nel difficile negoziato sulla Brexit in corso fra Regno Unito e Bruxelles: “La mia esperienza al Parlamento europeo – afferma Salvini spiegando di non aver paura di far scattare la ‘hard Brexit’- mi dice che o ti imponi o ti raggira. Perché su alcuni principi non è necessario essere flessibili e non si dovrebbe tornare indietro”. Per il vice premier, “non c’è nessuna obiettività o buona fede da parte dell’Ue”.

Insomma è chiaro? La comunicazione di Salvini parla di presente, quella degli altri di passato. Quando se ne accorgerà il PD e reagirà al meglio?

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